Un contadino nella metropoli. Ricordi di un militante delle Brigate Rosse
- 9788845260155
Un libro
di
Prospero Gallinari
edito da
Bompiani
, 2008
Un contadino nella metropoli. Ricordi di un militante delle Brigate Rosse. Insieme a Renato Curcio, Mario Moretti e Alberto Franceschini, Gallinari è stato uno dei nomi di spicco delle BR. Vi ha militato fin dal principio, ed è stato uno dei massimi dirigenti dell'organizzazione durante il periodo cruciale del sequestro Moro. Nel suo libro, Gallinari si assume tutta la responsabilità del percorso di vita che lo ha condotto dalla giovinezza a Reggio Emilia agli ergastoli collezionati davanti a quattro o cinque Corti d'Assise. E lo fa senza lifting, con l'onestà di restituire esattamente la psicologia e l'universo ideologico di un giovane rivoluzionario, spinto dall'incalzare degli avvenimenti storici fino alla cospirazione violenta e ai gesti più estremi.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845260155
ISBN-10
8845260151
Titolo
Un contadino nella metropoli. Ricordi di un militante delle Brigate Rosse
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2008
Collana
Pagine
340
Genere
Classificazione
Tematica
Argomento
Punti Accumulabili
un ibro spietato L’ho trovato, personalmente, un ibro spietato. Terribile. Non una paroladi pietà per i caduti per manodel terrorismo. Non un motodi commozione neladescrizionedeladinamicadi agguati ed omicidi. a ricercadela freddezza edeldistacco narrativodel protagonistadagli eventi che racconta sidirebbe,dunque, perfettamente riuscita. Ma resta egittimo il sospetto che ’unica ente con cui filtrare quegli eventi, alora come oggi, sia rimasta, per ’autore, a bestiale tiritera eninistadel nemico come corpo concettuale, e mai come corpo fisico. Il giorno in cui qualcuno saprà spiegare a Prospero Galinari che ’epopeadele Brigate Rosse non fu il sogno pazzo e irrealizzabiledi geniali e tormentati avanguardistidela rivoluzione, ma unicamente ’infame, e intelettualmente risibile,deriva esistenzialedi bandedi codardi che sparavano ale spaledi padridi famiglia che uscivanodi casa ale settedi mattina, quel giorno,dicevo, forse Prospero Galinari capiràdi avere sbagliato ibro. E, forse,di avere sbagliato vita.