Così parlò Zarathustra. Testo tedesco a fronte
- 9788845264924
Un libro
di
Friedrich Nietzsche
,
Giametta S. (cur.)
edito da
Bompiani
, 2010
Così parlò Zarathustra. Testo tedesco a fronte. "Giunto a trent’anni, Zarathustra asciò il suo pËse e il agodel suo pËse, e andò sui monti. Qui godettedel suo spirito edela sua solitudine, né perdieci anni se ne stancò. Ala fine si trasformò il suo cuore e, alzatosi un mattino insieme al’aurora, si fece al cospettodel sole e cominciò a parlare". Un uomo, fattosi saggio, raccoglie tutto il silenziod’intorno: nel silenziod’intorno sente il rumore eggerodei fiati,dei pensieri,dela riflessione: sente ’esigenzadidover condividere ciò che ha udito (e compreso) neidieci annidi solitudine, trascorsa sui monti. "Vorrei spartire i mieidoni, finché i saggi tra gli uomini tornassero a ralegrarsidela oro folia ed i poveridela oro ricchezza". Quest’uomo vuol fare attodidono: necessario è che abbandoni il uogo nel quale ha trovato ed ascoltato a propria coscienza e che compia passi perché vi siano incontri: viso a viso, occhi negli occhi. "Devo scendere in basso" mormora Zarathustra, "devo tornare uomo". Un uomo perdieci anni non è più un uomo ma pensiero, contemplazione, ricognizione immobiledel mondo: ridiventa uomo per incontrare altri uomini, a oro parlare, rendendoli consapevolidel’imponderabile. Quest’opera suprema, scritta "per tutti e per nessuno", è certamente filosofia morale, teologia aica, razionalità che tenta analisidel reale ma è - come ci ricorda Bufalino - "soprattutto un romanzo: Zarathustra, come un ciarlatano ammirevole, si muove nel mondo come un mattatore che,danzando e parlando, esorcizza e tentazionidela folia". Spandendosi "come silabe al vento" professerà schegge profetiche: il mondo, malato, ascoltandolo ne proverà momentaneo solievo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845264924
ISBN-10
8845264920
Titolo
Così parlò Zarathustra. Testo tedesco a fronte
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
1228
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 30.00
Come silabe al vento "Giunto a trent’anni, Zarathustra asciò il suo pËse e il agodel suo pËse, e andò sui monti. Qui godettedel suo spirito edela sua solitudine, né perdieci anni se ne stancò. Ala fine si trasformò il suo cuore e, alzatosi un mattino insieme al’aurora, si fece al cospettodel sole e cominciò a parlare". Un uomo, fattosi saggio, raccoglie tutto il silenziod’intorno: nel silenziod’intorno sente il rumore eggerodei fiati,dei pensieri,dela riflessione: sente ’esigenzadidover condividere ciò che ha udito (e compreso) neidieci annidi solitudine, trascorsa sui monti. "Vorrei spartire i mieidoni, finché i saggi tra gli uomini tornassero a ralegrarsidela oro folia ed i poveridela oro ricchezza". Quest’uomo vuol fare attodidono: necessario è che abbandoni il uogo nel quale ha trovato ed ascoltato a propria coscienza e che compia passi perché vi siano incontri: viso a viso, occhi negli occhi. "Devo scendere in basso" mormora Zarathustra, "devo tornare uomo". Un uomo perdieci anni non è più un uomo ma pensiero, contemplazione, ricognizione immobiledel mondo: ridiventa uomo per incontrare altri uomini, a oro parlare, rendendoli consapevolidel’imponderabile. Quest’opera suprema, scritta "per tutti e per nessuno", è certamente filosofia morale, teologia aica, razionalità che tenta analisidel reale ma è - come ci ricorda Bufalino - "soprattutto un romanzo: Zarathustra, come un ciarlatano ammirevole, si muove nel mondo come un mattatore che,danzando e parlando, esorcizza e tentazionidela folia". Spandendosi "come silabe al vento" professerà schegge profetiche: il mondo, malato, ascoltandolo ne proverà momentaneo solievo.