Il giovane nobiluomo stringe tra le mani il manoscritto incompiuto mentre la luce del sole di epoca elisabettiana sbiadisce lentamente sulla pietra di una tenuta ormai estranea.
L'aristocratico attraversa tre secoli di storia britannica, mutando la propria natura sessuale e identitaria attraverso una successione ininterrotta di epoche che ne scardinano la rigida autoconsapevolezza iniziale.
La caccia alla volpe nei giardini reali cede il passo al brusio dei salotti letterari, dove la metamorfosi corporea scardina ogni residuo di stabilità aristocratica. Orlando osserva il volto riflesso nello specchio trasformarsi in quello di una donna, mentre il tempo smette di scorrere linearmente tra le pagine di questa biografia trasfigurata in narrazione senza vincoli temporali.
Tutto muta.
Gli abiti d'epoca si accumulano nel guardaroba dell'esistenza, testimoni di una psiche che rifiuta la definizione statica imposta dai canoni sociali del Dizionario delle biografie nazionali di Leslie Stephen. La continuità dell'essere si rivela nella capacità di scivolare tra generi differenti, mantenendo intatto un nucleo instabile eppure ostinatamente presente in ogni epoca attraversata, dalla ruggente Londra del Settecento fino al primo Novecento.
Il riflesso nello specchio si incrina rivelando la somma invisibile di tutte le maschere indossate nei secoli.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa sperimentale inglese del primo Novecento.
✔ Appassionati di letteratura sulla fluidità dell'identità personale.
Perché è diverso
L'opera sovverte le convenzioni della storiografia tradizionale trasformando il resoconto biografico in una narrazione metamorfica. La struttura narrativa nega l'idea di un'identità rigida, preferendo uno stile che riflette lo slittamento continuo tra i generi letterari e umani.
Dettagli Bibliografici
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