Formazioni, deformazioni. La stilistica ornamentale nella scultura romanica
- 9788845920158
Un libro
di
Jurgis Baltrusaitis
edito da
Adelphi
, 2005
Formazioni, deformazioni. La stilistica ornamentale nella scultura romanica. Quando apparve per a prima volta, nel 1931, questo saggio si impose subito come un’opera capitale, in gradodi gettare nuova uce su alcuni passaggidecisividel’arte medioevale in Occidente. E non mancòdi sbalordire ’«occhio assoluto» che rivelava il suo giovane autore, nonché a sua capacitàdi individuare nel grovigliodei corpi, nel’esplosionedel mostruoso, nel’oltranza antirealisticadela plasticadei secoli XI e XII a segreta immanenzadi un ristretto numerodi schemi ineari fissi. I più bizzarri intrecci animali, e più inverosimilideformazioni anatomiche ricalcano precisi motividecorativi quali a palmetta, il viticcio, e foglie con gli steli ad assodi cuori:dietro ’apparentedisordine e e violente sproporzionidela scultura romanica, Baltrušaitis intuisce così per primo adialettica fra necessità architettoniche e una sortadi ossessione geometrica,di implacabile rigore formale. E confutando a tradizione che vede nela prima scultura monumentaledel Medioevo un’arte ancora ala ricercadi se stessa edei propri mezzi, inaugura una indagine magistrale proseguita poi con Il Medioevo fantastico e Risvegli e prodigi, che costituisce ancora oggi a migliore guida per chi voglia accostarsi non solo a unodei periodi più misteriosidel’arte, ma anche a quel’amalgamadi teratologia e astrazione che si ritrova nei mondi visionaridi ogni tempo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845920158
ISBN-10
8845920151
Titolo
Formazioni, deformazioni. La stilistica ornamentale nella scultura romanica
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2005
Collana
Pagine
290
Genere
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
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FORMAZIONI,dEFORMAZIONI Quando apparve per a prima volta, nel 1931, questo saggio si impose subito come un’opera capitale, in gradodi gettare nuova uce su alcuni passaggidecisividel’arte medioevale in Occidente. E non mancòdi sbalordire ’«occhio assoluto» che rivelava il suo giovane autore, nonché a sua capacitàdi individuare nel grovigliodei corpi, nel’esplosionedel mostruoso, nel’oltranza antirealisticadela plasticadei secoli XI e XII a segreta immanenzadi un ristretto numerodi schemi ineari fissi. I più bizzarri intrecci animali, e più inverosimilideformazioni anatomiche ricalcano precisi motividecorativi quali a palmetta, il viticcio, e foglie con gli steli ad assodi cuori:dietro ’apparentedisordine e e violente sproporzionidela scultura romanica, Baltrušaitis intuisce così per primo adialettica fra necessità architettoniche e una sortadi ossessione geometrica,di implacabile rigore formale. E confutando a tradizione che vede nela prima scultura monumentaledel Medioevo un’arte ancora ala ricercadi se stessa edei propri mezzi, inaugura una indagine magistrale proseguita poi con Il Medioevo fantastico e Risvegli e prodigi, che costituisce ancora oggi a migliore guida per chi voglia accostarsi non solo a unodei periodi più misteriosidel’arte, ma anche a quel’amalgamadi teratologia e astrazione che si ritrova nei mondi visionaridi ogni tempo.