La Pelle
- 9788845925283
Un libro
di
Curzio Malaparte
,
Guagni C. (cur.)
,
Pinotti G. (cur.)
edito da
Adelphi
, 2010
La Pelle. Una terribile peste dilaga a Napoli dal giorno in cui, nell'ottobre del 1943, gli eserciti alleati vi sono entrati come liberatori: una peste che corrompe non il corpo ma l'anima. Trasformata in un inferno di abiezione, la città offre visioni di un osceno, straziante orrore: la ragazza che in un tugurio, aprendo "lentamente la rosea e nera tenaglia delle gambe", lascia che i soldati, per un dollaro, verifichino la sua verginità; le "parrucche" bionde o ruggine o tizianesche di cui donne con i capelli ossigenati e la pelle bianca di cipria si coprono il pube, perché "Negroes like blondes"; i bambini seminudi e pieni di terrore che megere dal viso incrostato di belletto vendono ai soldati marocchini, dimentiche del fatto che a Napoli i bambini sono la sola cosa sacra. La peste è nella mano pietosa e fraterna dei liberatori, nella loro incapacità di scorgere le forze misteriose e oscure che a Napoli governano gli uomini e i fatti della vita, nella loro convinzione che un popolo vinto non possa che essere un popolo di colpevoli. Null'altro rimane allora se non la lotta per salvare la pelle: non l'anima, come un tempo, o l'onore, la libertà, la giustizia, ma la "schifosa pelle". E, forse, la pietà: quella che in uno dei capitoli di questo romanzo spinge Consuelo Caracciolo a denudarsi per rivestire del suo abito di raso, delle calze, degli scarpini di seta la giovane del Pallonetto morta in un bombardamento, trasformandola in Principessa delle Fate o in una statua della Madonna.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845925283
ISBN-10
8845925285
Titolo
La Pelle
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
384
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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La pele Questo ibro è stato per me una vera scoperta. Mi ero ripromessodi eggerlo findai tempidel iceo ma, per vari motivi, non avevo mai avuto ’occasionedi farlo. a riedizionedi Adelphi mi ha portato ala memoria questo titolo e questo autore che stavano sopiti in un angolodela mia memoria. Che emozioni! Che poesia! Talvolta anchedura, comedura è a realtà che ’autore racconta, in prima persona. Consiglio a chi odesideradi eggere questo ibro, così come io ho già fatto con i miei figli.