Vite immaginarie - 9788845927218
Un libro
di
Marcel Schwob
,
Jaeggy F. (cur.)
edito da
Adelphi
, 2012
Il fumo denso di una pipa intrisa di hashish si disperde tra le pagine, accendendo istantanee di esistenze che la memoria collettiva ha dimenticato di trattenere.
Marcel Schwob ricostruisce ventitré profili biografici dove figure storiche ed emarginati anonimi si fondono, annullando il confine tra la cronaca documentata e la finzione più pura.
Empedocle svanisce nel cratere dell'Etna mentre le ambizioni artistiche di Paolo Uccello si perdono nella prospettiva ossessiva delle sue tele.
Tutto brucia ora.
Nella Parigi del Quattrocento, la merlettaia Katherine intreccia fili invisibili con il destino del pirata per capriccio Stede Bonnet, entrambi nomadi delle esistenze marginali smarriti tra le nebbie dei secoli. Gli assassini Burke e Hare agiscono nell'ombra, trasformando la morte in merce di scambio sotto lo sguardo indifferente di mendicanti e prostitute che popolano i vicoli oscuri.
Queste biografie di ombre perdute riemergono dalla polvere degli archivi come tasselli di un unico mosaico visionario, dove la realtà si piega alla forza di una narrazione che preferisce l'invenzione alla verità storiografica.
L'identità dei soggetti si dissolve in un riflesso indistinto, lasciando dietro di sé soltanto la traccia di un'esistenza che rifiuta ogni definitiva classificazione.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa biografica sperimentale di fine Ottocento.
✔ Appassionati di letteratura francese simbolista e decadentista.
Perché è diverso
Questo testo sovverte il genere biografico rinunciando alla pretesa di oggettività, trattando figure storiche celebri e personaggi oscuri con la medesima licenza poetica. La struttura frammentaria crea una catena di vite interconnesse, in cui l'artificio narrativo diventa lo strumento principale per esplorare la natura mutevole dell'identità umana.
Dettagli Bibliografici
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