Pietroburgo - 9788845929205
Un libro
di
Andrej Belyj
,
Ripellino A. M. (cur.)
edito da
Adelphi
, 2014
Una bomba dall’involucro metallico giace sulla scrivania di Nikolaj Apollonovic, pronta a lacerare il silenzio della residenza senatoriale.
Nel 1905, tra scioperi e rivolte, un giovane rivoluzionario riceve l'ordine di eliminare il proprio genitore, esponente di spicco dell’apparato burocratico zarista. Il racconto attraversa la corruzione politica di una capitale russa sospesa tra follia nichilista e geometrie architettoniche.
Il giovane Nikolaj riceve l'incarico tra le mura di una bettola, orchestrato dal doppio gioco di un informatore prezzolato. L'incarico impone un parricidio insensato che rispecchia la decomposizione morale della classe dirigente, mentre l'ombra di Dudkin si allunga sulle sue intenzioni incerte.
L'ordine viene dato.
La città, edificata su un terreno palustre che tradisce le fondamenta, si dissolve in brume grigie dove si consuma la cospirazione terroristica di Pietroburgo. Le possenti colonne in granito sembrano sgretolarsi sotto il peso di un malessere collettivo che trasfigura le strade in corridoi onirici. L'identità stessa dei protagonisti decade, soggetta a una metafisica del caos russo che annulla ogni confine tra azione politica e delirio personale, tra il dovere filiale e il desiderio di distruzione totale.
Il vento dell'Neva trasporta il fetore dei miasmi mentre la lanterna magica di Belyj scompone le sagome dei passanti in un mosaico di allucinazioni gialle.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura russa del primo Novecento.
✔ Appassionati di narrativa simbolista e visionaria.
Perché è diverso
La struttura narrativa non segue il tempo lineare ma si frammenta seguendo il delirio dei personaggi e la decomposizione fisica della città stessa. L'ambientazione urbana è trattata come un organismo vivente che respira e corrompe, trasformando il contesto storico in un’allucinazione collettiva visivamente densa.
Dettagli Bibliografici
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