La pelle - 9788845930379
Un libro
di
Curzio Malaparte
,
Guagni C. (cur.)
,
Pinotti G. (cur.)
edito da
Adelphi
, 2015
L’odore di zolfo e di cenere risale dalle viscere di Napoli, confondendosi con il profumo acre delle uniformi americane che invadono i vicoli.
L’ufficiale di collegamento Curzio Malaparte attraversa una città smarrita, dove l'occupazione alleata del 1943 trasforma ogni angolo in un teatro di abiezione morale.
Il lungomare accoglie cortei di miseria e mercimonio, mentre il colonnello Jack Hamilton osserva la metropoli con il distacco di chi crede di possedere la verità dei vincitori. La cappa di vapore che avvolge i quartieri spagnoli nasconde una degenerazione inarrestabile dove la dignità si sgretola.
Tutto è in vendita.
Malaparte registra con lucidità spietata lo scontro tra la cecità dei liberatori e il cinismo necessario per sopravvivere tra le macerie. La peste morale di Napoli non infetta la carne, ma consuma l’orgoglio sotto il peso di una convivenza forzata e grottesca.
Ogni gesto quotidiano diventa una danza macabra sulla cenere del Vesuvio, alimentando il mercato nero dei corpi in un’atmosfera sospesa tra il sacro e l’ignominia, dove i vincitori ignorano le leggi arcaiche che governano ancora il popolo sconfitto.
Non resta che proteggere la propria pelle, l’unico involucro che separa l’uomo dal nulla in cui la città sta precipitando.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica del Novecento italiano.
✔ Chi esplora il realismo crudo della condizione umana.
Perché è diverso
La narrazione rifiuta la retorica della liberazione, trasformando l’occupazione bellica in un’analisi spietata e quasi onirica del collasso di una civiltà. La struttura si distacca dal resoconto storiografico per adottare una lingua che incide la realtà, elevando il degrado urbano a una forma di sofferenza poetica priva di giudizio morale.
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