I segreti erotici dei grandi chef. Due giovani protagonisti, o per meglio dire due antagonisti, si fronteggiano
nella Edimburgo del nuovo romanzo di Irvine Welsh. A legare in maniera
indissolubile i destini di Danny Skinner e Brian Kibby è una catena di segreti
custoditi gelosamente da molti anni, in cui si mescolano l'epoca d'oro del
punk e l'alta cucina internazionale. Danny Skinner è un giovane edonista che
lavora lo stretto indispensabile e preferisce di gran lunga divertirsi. L'ha
cresciuto la madre, un'ex punk, e a Danny il fatto di non aver mai conosciuto
suo padre pare motivo sufficiente per vivere alla giornata, il che si traduce
anche nell'incapacità cronica di portare avanti una relazione amorosa matura,
nonostante materia prima e sentimento - da Kay a Sbannon a Dorothy - non
manchino. Brian Kibby rappresenta invece tutto ciò che Danny Skinner non è (e
si guarda bene dall'essere): un bravo ragazzo di buona famiglia, serio, che
non ha mai avuto una ragazza che è una. Un tipo mortalmente noioso, insomma.
Per di più, da bravo figlio qual è, Brian si prende cura del padre in fin di
vita, una situazione che acuisce in Danny il bisogno di sapere di chi è
figlio. L'unica pista lo porta nel dorato mondo degli chef di grido: prima in
città e poi nella California dei suoi sogni. Il tutto senza smettere di
pensare ossessivamente a Brian, il quale nel frattempo ha contratto una
malattia misteriosa e molto debilitante...
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788850215454
ISBN-10
8850215452
Titolo
I segreti erotici dei grandi chef
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2008
Collana
Pagine
433
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Mile volte altro piuttosto che un contorsionismodi idee mal curate ci si perde etteralmente fra il ritrattodidorian gray attualizzato e un mister Hyde fuori uogo. Il inguaggio sboccato o volgare o insulso non prende realmente piede, viene appiccicato aidue protagonisti che vengono inizialmente bendelineati ma che finiscono con il confondersi senza però amalgamarsi realmente, creando solo confusione ala finedela prima partedel ibro. Arricchito al’inverosimiledidettagli inutili e ripetitivi per nula funzionali ala storia. il romanzodi per se vive realmente in circa 100 pagine su oltre 400, viene inutilmente stiracchiato con riempitivi e niente più. la fine però nondelude ma appaga per a faticadi una ettura in salita.