Il regno e il giardino. Saggio filosofico che analizza il mito del paradiso terrestre. Attraverso l'opera di Agamben Giorgio, il testo indaga il rapporto tra natura umana e felicità, decostruendo il concetto di peccato originale e utopia politica.
Sarebbe possibile scorgere un *paradiso terrestre* intatto, non come reliquia di un tempo svanito, ma come condizione intrinseca della nostra esistenza attuale?
Eden, il giardino piantato da Dio, segna da millenni l'immaginario occidentale riguardo alla pienezza esistenziale. Gli uomini, cacciati da tale dimora, percepiscono la propria natura come irrevocabilmente caduta e manchevole. Questa ferita originaria trasforma ogni aspirazione alla beatitudine in un tentativo di ritorno tra i guardiani celesti.
Dottrina agostiniana del peccato originale funge da cardine per questa indagine, che sviscera il trauma del distacco. Giorgio Agamben mette in discussione l'idea di una condizione umana sempre incompleta, cercando di sottrarre il giardino a una visione puramente nostalgica. La tensione tra la colpa ancestrale e la ricerca di un compimento terreno alimenta questo serrato confronto intellettuale.
Paradiso dantesco offre, nella rilettura proposta, una prospettiva diversa sulla dimora degli uomini sulla terra. Si delinea così un paradigma politico, distinto dal regno millenario spesso confuso con le utopie di ogni specie. Comprendere questa dialettica significa svelare il legame profondo dove solo il regno apre le porte al giardino, rendendolo pensabile come realtà presente.
Quale significato assume oggi l'idea di una giusta dimora, se smettiamo di considerarla un'eredità perduta o un miraggio futuro?
Sarebbe possibile scorgere un *paradiso terrestre* intatto, non come reliquia di un tempo svanito, ma come condizione intrinseca della nostra esistenza attuale?
Eden, il giardino piantato da Dio, segna da millenni l'immaginario occidentale riguardo alla pienezza esistenziale. Gli uomini, cacciati da tale dimora, percepiscono la propria natura come irrevocabilmente caduta e manchevole. Questa ferita originaria trasforma ogni aspirazione alla beatitudine in un tentativo di ritorno tra i guardiani celesti.
Dottrina agostiniana del peccato originale funge da cardine per questa indagine, che sviscera il trauma del distacco. Giorgio Agamben mette in discussione l'idea di una condizione umana sempre incompleta, cercando di sottrarre il giardino a una visione puramente nostalgica. La tensione tra la colpa ancestrale e la ricerca di un compimento terreno alimenta questo serrato confronto intellettuale.
Paradiso dantesco offre, nella rilettura proposta, una prospettiva diversa sulla dimora degli uomini sulla terra. Si delinea così un paradigma politico, distinto dal regno millenario spesso confuso con le utopie di ogni specie. Comprendere questa dialettica significa svelare il legame profondo dove solo il regno apre le porte al giardino, rendendolo pensabile come realtà presente.
Quale significato assume oggi l'idea di una giusta dimora, se smettiamo di considerarla un'eredità perduta o un miraggio futuro?
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788854518575
ISBN-10
8854518573
Titolo
Il regno e il giardino
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2019
Collana
Pagine
120
Classificazione
Argomenti
Punti Accumulabili
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