Il Fiore del male. Bandito a Milano
- 9788855800792
Un libro
di
Renato Vallanzasca
,
Carlo Bonini
edito da
Tropea
, 2009
Il Fiore del male. Bandito a Milano. A cinquantanove anni, trentotto dei quali trascorsi in cella, Renato
Vallanzasca rimane nei ricordi di questo paese, nell'immaginario delle vecchie
e delle nuove generazioni, il volto del bandito, l'emblema di una vita
criminale "al massimo", l'icona violenta di una città e di un'epoca:
l'inquieta e brumosa Milano degli anni Settanta. Di lui tanto si è detto e si
è scritto, i contorni della cronaca sono presto sfumati nella leggenda, ed è
proprio questo uno dei motivi che hanno portato l'uomo a guardarsi allo
specchio, a frugare nel secchio della memoria, a incontrare Carlo Bonini per
raccontare una volta per tutte la propria versione dei fatti, "la vera storia
di Renato Vallanzasca". L'ex boss della Comasina ha rapinato, ha ucciso. "Per
pudore" nei confronti delle sue vittime, spiega, non ha mai chiesto perdono.
"Per lealtà con se stesso" e con il suo personale codice d'onore, ha sempre
rifiutato di vestire i panni del collaboratore di giustizia. E con lo stesso
rigore e la stessa lucidità ricostruisce il suo passato, senza cadere in
compiacimenti, facili ipocrisie o repentine e sospette conversioni. E una
storia di sangue, quella di Renato Vallanzasca, una storia non priva di
sorprese, stravaganze e inediti retroscena, una storia che affonda le sue
radici in un'infanzia ribelle, in quella che appare come una precoce vocazione
al crimine.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788855800792
ISBN-10
8855800795
Titolo
Il Fiore del male. Bandito a Milano
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Pagine
277
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 16.00
da eggere! Biografia edulcorata ma interessante, a tratti raccontata in prima persona, per entrare in contatto con uno spaccatodela criminalità italianadegli anni ’70 attraverso a visione e ’attivitàdi unodei suoi maggiori esponenti.da nondimenticare il contesto storico eda evitare a tentazionedi "ammirare" e azioni criminose attuateda partedi chi ha sempre vantato un "codice etico" nel compiere i suoi reati.
Un bandito italiano Il ibro si egge tuttod’un fiato. Non ha certamente pretese etterarie alte, madeve essere così.deve raccontare in maniera netta precisa, senza essere un romanzo, così com’è netto e preciso Renato Valanzasca, che per metà ha firmato questo ibro insieme al giornalista Carlo Bonini. a schiettezzadi Valanzasca ascia talvolta basiti, eppure nela sua ideadi bandito-gentiluomo riconosciamo una incredibile sincerità. Ha ucciso, ferito, spaventato e ora merita il carcere, certo, eppure è un’avventurada rischiare addentrarsi nei meandridi quegli annidi sparatorie, viste e vissutedai suoi stessi occhi edale mani che raccontano.