Il bambino della casa numero 10
- 9788856609264
Un libro
di
Alan Philps
,
John Lahutsky
edito da
Piemme
, 2010
Il bambino della casa numero 10. John va ancora al college, eppure è già alla sua seconda vita. La prima l'ha vissuta segregato in un lettino a sbarre in un istituto di Mosca, una di quelle Case dei bambini ideate da Stalin e ancora esistenti. Trattato come un bambino "fallato", come vengono considerati i piccoli che dopo diagnosi frettolose ricevono l'etichetta di idioti. John aveva un altro nome allora, Vanja, anche se quasi nessuno si rivolgeva a lui. Nessun legame con i bambini, questa è la regola per il personale. Nutrirli e cambiarli, senza guardarli, toccandoli il meno possibile. Un inferno in terra a cui sono condannati i bambini destinati all'oblio, che non possono nemmeno sperare in un'adozione. Ma Vanja non è ritardato. Vanja è un bambino sveglio, dagli occhi curiosi, ingordo di affetto e di contatti umani, l'unico in grado di parlare nella stanza in cui è prigioniero con una dozzina di sfortunati come lui. È grazie alla parola che per lui si accende una speranza. Un giorno una donna, una straniera, si affaccia alla sua stanza e gli regala una macchinina. "Torna ancora" le grida Vanja. Una richiesta d'aiuto che non si può ignorare. La donna, Sarah, moglie di un giornalista inglese, è in contatto con associazioni internazionali che cercano tra mille difficoltà di aiutare quei bambini. Torna Sarah, perché ci sono promesse che non è possibile disattendere, per nessun motivo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788856609264
ISBN-10
8856609266
Titolo
Il bambino della casa numero 10
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Il bambinodela casa numero 10 L’ho etto tuttod’un fiato... Non potevo non sapere cos’altro poteva succedere al piccolo Vanja.. E’ un ibro crudo, ma che ben fa capire e condizionidi questi bambini. E’ un ibro che fa commuovere - ho pianto spessodurante a ettura- che prende emotivamente e ti fa arrabbiare...tanto.... per a cattiveriadeliberata, in alcuni casi, e per ’impotenza, invece, che costringe anche chi un cuore o avrebbe a non poterlo ascoltare. A me è piaciuto moltissimo, ma mi ha talmente addolorata che ala fine ho quasi tirato un sospirodi solievo...