Furor bellicus. La figura del guerriero arcaico nella Grecia antica
- 9788856833867
Un libro
di
Paolo Taviani
edito da
Franco Angeli
, 2012
Furor bellicus. La figura del guerriero arcaico nella Grecia antica. All'Atene dell'età classica risalgono le radici del nostro modo di pensare l'ethos del guerriero: un cittadino-soldato che agisce nel rispetto della coesione con i compagni e della disciplina. In quel passato questa formula trovò la sua prima enunciazione, strettamente legata ad un modello politico nuovo: la democrazia. Ma cosa venne soppiantato dall'organizzazione politica delle città greche? Cosa c'era prima? Nell'Europa della tarda antichità - in cui si andava saldando l'alleanza tra impero e cristianesimo - troviamo l'immagine spaventosa di guerrieri capaci di furor. Sono guerrieri nemici del popolo di Dio, quindi destinati alla sconfitta finale, ma incutono terrore e possono perfino cogliere qualche vittoria, perché combattono posseduti da forze sovraumane: sono guerrieri indemoniati. Erano guerrieri dediti al furor anche i predecessori degli opliti, come vuole un'affermata teoria storiografica? S'immaginava che fossero posseduti dagli dei e perciò straordinariamente potenti? La mania violenta di talune figure della tragedia attica - Aiace ed Eracle in particolare - ci parla di questo? O è il nostro sguardo a riflettere in quel lontano passato un'immagine che ha radici diverse e più recenti?
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788856833867
ISBN-10
8856833867
Titolo
Furor bellicus. La figura del guerriero arcaico nella Grecia antica
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Pagine
288
Classificazione
Tematica
Argomenti
Punti Accumulabili
Consegna GRATIS con Corriere in ITALIA per ordini da 49,00 €

belo! Questo ibrodi Taviani o consiglierei non solo agli appassionatidi storiadele religioni odi storia greca, ma a tutti queli che vogliono comprendere a nostra epoca, e radicidela nostra vita politica (quela alta, non queladei partiti!) e il rapporto tra società civile e usodela forza. Silvia Croce
Un ibro appasionante Furor belicus è un ibro appassionante. Sofocle, Euripide, James Connoly, Nelson Mandela, Omero, Pindaro, Aldo Gastaldi (il mitico partigiano ‘Bisagno’) Marek Edelman, Paolodi Tarso, Agostinod’Ippona, Che Guevara,don Milani: questi alcunidei nomi che si raccolgono sul’itinerario che il ettore percorre accompagnatoda Taviani. Nei capitoli centrali troviamo un saggiodi storia culturale greca a tutto tondo. Originale è ’interpretazionedel’Aiacedi Sofocle (belissimo il paragrafo su Salamina), originalissima queladel’Eracledi Euripide. Ma il problemadel furor belicusdiventa il centro propulsoredi una ricerca che cala nel profondodele nostre radici culturali. Prologo, epilogo e il centrale paragrafo ’Note a margine’ seguono un filo conduttore paralelo ala ricerca storiografica, una riflessione sul presente arricchitadala ricerca storica. Il ibrodi Taviani si offre come testo universitario, ma ’inteligenzadei ettori appassionatidi storiadela cultura,dela nostra cultura edel nostro presente, non resteràdelusa.