L’attrazione magnetica esercitata dalle porzioni di terra circondate dall’acqua si traduce in una riflessione stratificata sull'isolamento, la fuga e la scoperta geografica.
Francis Gavin intreccia esperienze di viaggio personali, accumulate in 30 anni di esplorazioni dalle Faroe alle Andamane, con un'analisi che spazia tra la filosofia, la psicologia e la storia letteraria. Il testo esamina il ruolo delle isole come archetipi del naufragio e del rifugio, citando costanti dell'immaginario collettivo come Robinson Crusoe o l'isola del tesoro di Stevenson. L’opera esplora la funzione della cartografia storica come strumento per tentare di codificare il mistero insulare, unendo il rigore della rappresentazione scientifica alla dimensione onirica del viaggio verso terre remote. Il volume è corredato da numerose riproduzioni di mappe d’epoca che documentano l'evoluzione della percezione geografica umana.
Per chi è
✔ Studiosi di storia della geografia
✔ Viaggiatori interessati alla letteratura di mare
Perché è diverso
Il metodo dell'autore sovrappone il dato geografico empirico all'analisi del vissuto psicologico, privilegiando l'osservazione diretta del viaggio trentennale rispetto alla mera compilazione teorica.
Dettagli Bibliografici
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