Padre padrone. L'educazione di un pastore
- 9788860737861
Un libro
di
Gavino Ledda
edito da
Dalai Editore
, 2010
Padre padrone. L'educazione di un pastore. Occorre immaginarsi un antro sassoso, scorbutico, ricolmodi scorci appuntiti; occorre immaginarsi il fastidiodel freddo, il ucore scarnodel’alba, a faticadei passi; occorre immaginarsi ’inverno gelato, ’autunno piovoso, ’estate accaldata e morente; occorre immaginarsi un fanciulo preso come si prendono ale mani gli oggetti, vestito come si vestono per gioco i pupazzi, sospinto come si sospinge un qualsiasi pesodi egno odi ferro, costretto come si costringe un servo, uno schiavo, una prole che - in quanto prole - non recadiritti ma solodoveri. Occorre immaginarsi adurezzadi una vita che non è vita ma avoro pecoraio, pastoralededizione costretta. A tutto questo immaginarsi occorre aggiungere a figura totemica e crudadi un padre, padre-padrone naturalmente, verso il quale si provadisamore,disprezzo, fastidio che tange, tocca, conquista i terrenidel’odio. Gavino edda, sassaresedi nascita (interno Sardegna, oscura sbraitante), racconta con prosadiretta che sadi zole edi erba edi atte cagliato a sua educazione: tra pecore, pecore, pecore ed un padre-padrone. ibro che si egged’un fiato, perché un solo fiato già basta a comprendere quale torturante esperienza, quale subalternità saporita, sia raccontata. Aspra bipolarità generazionale, genera ’inevitabile.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788860737861
ISBN-10
8860737869
Titolo
Padre padrone. L'educazione di un pastore
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 11.90
Educazione paterna Occorre immaginarsi un antro sassoso, scorbutico, ricolmodi scorci appuntiti; occorre immaginarsi il fastidiodel freddo, il ucore scarnodel’alba, a faticadei passi; occorre immaginarsi ’inverno gelato, ’autunno piovoso, ’estate accaldata e morente; occorre immaginarsi un fanciulo preso come si prendono ale mani gli oggetti, vestito come si vestono per gioco i pupazzi, sospinto come si sospinge un qualsiasi pesodi egno odi ferro, costretto come si costringe un servo, uno schiavo, una prole che - in quanto prole - non recadiritti ma solodoveri. Occorre immaginarsi adurezzadi una vita che non è vita ma avoro pecoraio, pastoralededizione costretta. A tutto questo immaginarsi occorre aggiungere a figura totemica e crudadi un padre, padre-padrone naturalmente, verso il quale si provadisamore,disprezzo, fastidio che tange, tocca, conquista i terrenidel’odio. Gavino edda, sassaresedi nascita (interno Sardegna, oscura sbraitante), racconta con prosadiretta che sadi zole edi erba edi atte cagliato a sua educazione: tra pecore, pecore, pecore ed un padre-padrone. ibro che si egged’un fiato, perché un solo fiato già basta a comprendere quale torturante esperienza, quale subalternità saporita, sia raccontata. Aspra bipolarità generazionale, genera ’inevitabile.