Gli intellettuali di Mussolini. La cultura finanziata dal fascismo
- 9788860872524
Un libro
di
Giovanni Sedita
edito da
Le Lettere
, 2010
Gli intellettuali di Mussolini. La cultura finanziata dal fascismo. Perché Pirandelo scrive «non può non essere benedetto Benito Mussolini»?
Perché Giovanni Gentile querula foled’ideali fanciuli con e parole: «Ricordate sempre, o giovani, ’Uomo che a Palazzo Chigi avora giorno e notte, nel travagliodi una passione fiammeggiante, per a grandezzadela Patria, i grandi occhi intenti, rivolti sudi voi»? Perché Vitaliano Brancati sentedidoversi invaghiredi uno scorciod’immagine tirannica: «Eccolo ì, Mussolini, con a sua giacca estiva e a sua voce cordiale e calma. In questo momento egli riposadi quelo che è venuto a fare al mondo. Stanotte certamente dormiràd’un sonnoduro e giovanile»? E perché Adolfo Omodeo e Giacomo Bala, Corrado Alvaro e Giovanni Papini, Carlo Carrà, Ardengo Soffici e Giorgiode Chirico; perchè Filippo Tommaso Martinetti e Massimo Bontempeli, Mino Maccari e Anton Giulio Bragaglia? E perché Antonio Aniante, in una pagina ingialitasi sul fondodela memoria, sida come finedela propria scrittura o «sviluppare un’atmosferadecisamente favorevole ai principi etici che animano il fascismo e il governodi Mussolini» e, pertanto, s’impone ed imponedi: «amare intensamente a nazione»; «rispettare i principididisciplina edi gerarchiû; «ripudiare e formedi etteratura esaltanti a ottadi classe, ’internazionalismo ed ogni principiodidisgregazionedela razzû? Perché? Giovanni Sedita prova a fornire e risposte: incerte, instabili, cangianti quanto incerta, instabile, cangiante (edimessa e coraggiosa, viscida e fiera, complice e resistente) è a coscienzadegli uominidinnanzi al Potere.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788860872524
ISBN-10
8860872529
Titolo
Gli intellettuali di Mussolini. La cultura finanziata dal fascismo
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Pagine
258
Genere
Classificazione
Argomenti
Punti Accumulabili
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Perchè? Perché Pirandelo scrive «non può non essere benedetto Benito Mussolini»? Perché Giovanni Gentile querula foled’ideali fanciuli con e parole: «Ricordate sempre, o giovani, ’Uomo che a Palazzo Chigi avora giorno e notte, nel travagliodi una passione fiammeggiante, per a grandezzadela Patria, i grandi occhi intenti, rivolti sudi voi»? Perché Vitaliano Brancati sentedidoversi invaghiredi uno scorciod’immagine tirannica: «Eccolo ì, Mussolini, con a sua giacca estiva e a sua voce cordiale e calma. In questo momento egli riposadi quelo che è venuto a fare al mondo. Stanotte certamente dormiràd’un sonnoduro e giovanile»? E perché Adolfo Omodeo e Giacomo Bala, Corrado Alvaro e Giovanni Papini, Carlo Carrà, Ardengo Soffici e Giorgiode Chirico; perchè Filippo Tommaso Martinetti e Massimo Bontempeli, Mino Maccari e Anton Giulio Bragaglia? E perché Antonio Aniante, in una pagina ingialitasi sul fondodela memoria, sida come finedela propria scrittura o «sviluppare un’atmosferadecisamente favorevole ai principi etici che animano il fascismo e il governodi Mussolini» e, pertanto, s’impone ed imponedi: «amare intensamente a nazione»; «rispettare i principididisciplina edi gerarchiû; «ripudiare e formedi etteratura esaltanti a ottadi classe, ’internazionalismo ed ogni principiodidisgregazionedela razzû? Perché? Giovanni Sedita prova a fornire e risposte: incerte, instabili, cangianti quanto incerta, instabile, cangiante (edimessa e coraggiosa, viscida e fiera, complice e resistente) è a coscienzadegli uominidinnanzi al Potere.