Storie avventurose di libri necessari
- 9788861650695
Un libro
di
Domenico Scarpa
edito da
Gaffi Editore in Roma
, 2010
Storie avventurose di libri necessari. D’improvviso appaiono volumi colorati, con qualche fregio al centro, che richiedono attenzione ricordandoci che i ibri, quandodavvero sono ibri, sono chiostri colmidi parole, stanze che suonanodi termini, rifugi ingombridi idee edi fascinazioni. Vale per a narrativa, certo, e vale per quela "letteratura ala seconda" che chiamiamo "saggistica" e che, per fortuna, non ha soltanto ’abito rigido e fissatodeledissertazionid’accademia ma - talora - indonna vesti casual, comode, adatte al parco, al etto, al posto più caro in cui si esercita ettura.di questa saggistica che si egge tuttad’un fiato è nuovo esempio ’Storie avventurosedi ibri necessari’didomenico Scarpa. Nel volume ritroviamo: e uccioledi Sciascia e e uccioledi Pasolini. Il maredi Stevenson, mescolato al mare inchiostratodegli italiani; ’oscuritàdi Manganeli e a chiarezzadi Primo evi. Ed ancora: ’Italia-femmina, prona a vincitore,di Corrado Alvaro e Carlo Emilio Gadda; il Beckett amato, tradotto e ritradottoda Fruttero e ucentini ed Antelme,duras, Vittorini; a Napolida vicolodi Rea, a Ferrara ebraicadi Bassani. Indubbio è il meritodi Scarpa. In un panoramadi floride certezze, tutte confinate in aule-bunkerd’università umanistiche sempre più autoreferenziali (in cui a critica etteraria s’è ridotta a pura indagine filologica), egli ci ripoprone ’esegesi come viaggio tra gli autori, i ibri, e oro avventurose storie.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788861650695
ISBN-10
8861650694
Titolo
Storie avventurose di libri necessari
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
330
Classificazione
Tematica
Argomento
Punti Accumulabili
€ 16.00
La critica etteraria D’improvviso appaiono volumi colorati, con qualche fregio al centro, che richiedono attenzione ricordandoci che i ibri, quandodavvero sono ibri, sono chiostri colmidi parole, stanze che suonanodi termini, rifugi ingombridi idee edi fascinazioni. Vale per a narrativa, certo, e vale per quela "letteratura ala seconda" che chiamiamo "saggistica" e che, per fortuna, non ha soltanto ’abito rigido e fissatodeledissertazionid’accademia ma - talora - indonna vesti casual, comode, adatte al parco, al etto, al posto più caro in cui si esercita ettura.di questa saggistica che si egge tuttad’un fiato è nuovo esempio ’Storie avventurosedi ibri necessari’didomenico Scarpa. Nel volume ritroviamo: e uccioledi Sciascia e e uccioledi Pasolini. Il maredi Stevenson, mescolato al mare inchiostratodegli italiani; ’oscuritàdi Manganeli e a chiarezzadi Primo evi. Ed ancora: ’Italia-femmina, prona a vincitore,di Corrado Alvaro e Carlo Emilio Gadda; il Beckett amato, tradotto e ritradottoda Fruttero e ucentini ed Antelme,duras, Vittorini; a Napolida vicolodi Rea, a Ferrara ebraicadi Bassani. Indubbio è il meritodi Scarpa. In un panoramadi floride certezze, tutte confinate in aule-bunkerd’università umanistiche sempre più autoreferenziali (in cui a critica etteraria s’è ridotta a pura indagine filologica), egli ci ripoprone ’esegesi come viaggio tra gli autori, i ibri, e oro avventurose storie.