Racconti di Odessa - 9788862431248
Un libro
di
Isaak Babel'
,
Osimo B. (cur.)
edito da
Voland
, 2012
Il sole si riflette sui vetri rotti di una stamberga, mentre il sangue rappreso sulla polvere disegna una mappa dimenticata tra i vicoli.
Benya Krik muove le fila di un sottobosco criminale nella Odessa dei primi del Novecento, intrecciando destini in una città che si sgretola sotto il peso di una rivoluzione silenziosa.
I cortili di Moldavanka ospitano le gesta di uomini che impugnano il destino come un coltello arrugginito durante le rapine notturne ai danni dei mercanti locali. Il linguaggio si fa viscerale, deformando le membra e il paesaggio in visioni surreali che squarciano la miseria quotidiana del ghetto.
Tutto è instabile.
La lingua di Babel’ rincorre una verità grottesca, dove le teste rotolano sui pavimenti come frutti maturi e le braccia si staccano dai busti in un volo disperato verso una libertà impossibile. Questa cronaca dell'ascesa di Benya Krik si trasforma in un mosaico di vite che rifiutano la rassegnazione, cercando tra le pieghe della violenza un ordine ferocemente umano e profondamente disturbante. L’incoerenza narrativa diventa il battito sincopato di un mondo che non attende risposte, ma si consuma interamente nel gesto brutale che precede ogni parola.
Sotto le travi di legno tarlato, le ombre dei banditi si allungano a dismisura fino a inghiottire le flebili luci dei candelabri.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura russa del primo Novecento.
✔ Appassionati di prosa breve ad alta densità stilistica.
Perché è diverso
La struttura segue una cronologia interna dei fatti che trasforma frammenti sparsi in una narrazione unitaria simile a un romanzo corale. Il registro oscilla tra l'asciuttezza della cronaca criminale e una visione barocca vicina alle atmosfere oniriche di Chagall.
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