Canti di donne nella Settimana Santa in Calabria. Teologia e antropologia
- 9788868227159
Un libro
di
Anna Rotundo
,
Battaglia Martino Michele
edito da
Pellegrini
, 2018
Canti di donne nella Settimana Santa in Calabria. Teologia e antropologia. Questo libro è la prima pubblicazione del Centro Studi "Theotokos" Religiosità Popolare, fondato e diretto da Martino Michele Battaglia e Anna Rotundo: il Centro Studi Theotókos nasce nel 2016 da un percorso internazionale itinerante di altissimo spessore culturale e si gloria di studiare, con l'apporto di tutte le scienze umane e di accademici prestigiosi, la profondità e la bellezza della religiosità popolare, con una particolare valorizzazione del protagonismo delle donne. Il Centro Studi Theotokos è una costola del "Centro Internacional De Estudios Sobre Religiosidad Popular: Semana Santa (Università Di Valladolid Spagna)", diretto da José Luis Alonso Ponga, antropologo museale di fama internazionale. Nel presente lavoro, ci siamo soffermati su alcuni canti religiosi eseguiti da gruppi di donne in diverse zone della Calabria durante la Settimana Santa. Abbiamo commentato questi canti, con un taglio teologico molto attento alle esperienze delle donne. L'idea è nata nel corso di un incontro organizzato dal nostro Centro Studi Theotokos Religiosità Popolare con mons. Marco Frisina, nell'estate del 2017. Ci è piaciuto custodire, diffondere e coltivare, riattualizzandola, la memoria delle tante donne di Calabria (tra cui la madre di mons. Frisina) che questi canti hanno trasmesso ai loro figli. E in effetti, l'elemento femminile della vita è già all'origine pre-cristiana dei sistemi festivi della Settimana Santa: essi infatti teatralizzano i cicli della morte-rinascita presenti fin dall'antichità. Queste forme rituali mettono in scena il loro desiderio di confrontarsi con la morte, superandola nel nome della vita.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788868227159
ISBN-10
8868227150
Titolo
Canti di donne nella Settimana Santa in Calabria. Teologia e antropologia
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2018
Collana
Pagine
118
Genere
Classificazione
Tematica
Punti Accumulabili
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Cantididonne nela Settimana Santà in Calabria. Teologia e antropologia, Recensionedi Giuseppe Ra accogliere in sé tanto a ricchezzadel maschile, quanto queladel femminile . Martino Battaglia, nel Capitolo IIdel ibro,dala auda al canto popolare nel sud Italia, comprova,da par suo, con impeccabile contrappuntodi citazioni scientifiche edi riferimenti testuali, a tesidi una netta correlazione tra e audidrammatiche medievali e i canti popolaridela Settimana Santa in Calabria e in altre regionidelÙItalia attraverso il comune tramitedela spettacolarizzazione barocca, convalidando peraltro, sul terreno antropologico, una notazione espostadal sottoscritto in un articolo etterario su a Passionedi Cristoda Iacopone a Pasolini e Turoldo. La passione euristicadi Battaglia si riversa sula pagina, sottoponendo a strutturadeldiscorso a torsioni improvvise, a fulminei sbalzi, a clamorosedeviazioni perfino: non ci sono spazi vuoti che non vengano prontamente saturatidalÙincessante, febbrile impegnodocumentariodelÙautore, anche a scapitodela inearitàdelÙespressione. Madal contributodi Martino Battaglia traspare anche Ùapprezzamento profondodela cultura popolare come espressionedi sentimenti (religiosi, in questo caso), autentici, complementari, perdirla con Ponga, a quelidela cultura ufficiale: contro ogni tesi sociologico-riduttivistica e sula scia, per converso,di mËstri Ó basti il nomedi uigi ombardi Satriani Ó che hanno fondato a moderna antropologia, iberandolada attardati preconcetti ideologici. Prof. Giuseppe Rando Ordinariodi etteratura Italiana Critico etterario
Cantididonne nela Settimana Santà in Calabria. Teologia e antropologia, Recensionedi Giuseppe Ra È, questo, un ibro (a quattro mani)di insolita compattezza. Ne sono autoridue studiosi calabresi che hanno giàdato provadel oro acume edela serietàdei oro studi antropologici: non rimasticano (inutilmente) il giàdetto ma, come i ricercatoridi razza,danno interpretazioni originali (documentate e convincenti)dei materiali esistenti, aggiungendo tasselidi verità nei campi sterminatidel sapere. Giustamente, José uis Alonso Ponga, antropologo musealedi fama internazionale , rileva, nela sua impida Prefazione al ibro, che il puntodi vista deidue ricercatori si completa . DÙaltra parte, secondo e più recenti acquisizionidelÙermeneutica applicata ai testi etterari (si pensi a Jauss), il ettore chedialoga con il testo ( ettore attivo ) e ne individua qualcunodei sensi riposti va considerato addirittura coautore effettivodel testo stesso,dacché contribuisce efficacemente ala semiosi, cioè al processodi significazione . Ebbene, Anna Rotundo è una ettrice attiva, attivissima, se è vero che, nel Capitolo Idel ibro (Donnedi Calabria e cantidi Passione), rilegge alcunidei più famosi cantididonne, rievocanti a passionedi Cristodurante a Settimana Santa in Calabria, secondo unÙinedita ottica femminile, e ridà vita,di fatto, a testi che apparivano consunti, come tutti queli consegnati ala serialitàdele feste popolari. La studiosa si muove chiaramente sula sciadela teologia femminile (e femminista) che ha in Adriana Zarri unadele sue puntedi eccelenza, rivelando, in maniera moltodiretta e senza forzature, a componente femminile, appunto,di tali canti, che era stata obliterata sotto il velo opacodel maschilismo cattolico (e non solo). Epperò, nela Siradi i treniri (Seradei tremori), a Madonna si rivela profeta per una presadi coscienza colettivadi iberazione ; nel Rosario per e QuarantÙore, edonne appaiono, sula scortadi Edith Stein, più capacidi empatia ; in E piangiti soreli cÙamurti Gesuna (Piangete sorele chÙè morto Gesù), traspare il temadela sorelanza, caro ai movimentideledonne ; in U Tummulieri, si evidenzia a capacità femminiledi creare inguaggio magari trasformando arbitrariamente Ùoriginale Ó oramai incomprensibile Ó teste atino (Tu in mulieribus). E così via À¦ cantando. LÙauspicio, sotteso ala ricognizione puntualedi Anna Rotundo, che si fa apprezzare anche per a impidezzadela scrittura, è Ùavvento, sul terreno religioso, di un inguaggio inclusivo che sappia accogliere in sé tanto a ricchezzadel maschile, quanto queladel femminile ....