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Essere cristiani in Cina aggiunto a carrello

Essere cristiani in Cina - 9788870728071


Un libro di   Alberto Rosselli  
edito da  Iuculano  , 2009

Essere cristiani in Cina. Argomento quanto mai attuale, a Cina, ma tuttaviadidifficile approccio vista a moltitudinedi aspetti, nondi rado contraddittori, che caratterizzano questo gigante asiatico. Meritodi Alberto Rosseli, autoredi questo studio sula fede e a ibertà (negate) in Cina, è quelodi essere riuscito a fare una panoramica sintetica, ma completa ed esplicativadela situazione assai problematica in cui vivono milionidi credenti, non soltanto cristiani edi comuni cittadini, colpevolidi non credere o adeguarsi aidettamidi uno Stato rettoda un regime assolutamente intolerante. Sula carta, ’appartenenza etnica e religiosa e a ibertàdi milionidi cinesi sono sancitidala costituzione approvata neldicembre 1982:documento che, in realtà, non tutela affatto chi crededa abusi e violazionidele ibertà fondamentalidel’uomo. Ricordiamo a questo proposito che oltre ai 40 milionidi cristiani (13dei quali cattolici) sono circa 21 milioni gli islamici ad essere perseguitati o trattatida cittadinidi serie ‘B’dal’Ufficio Affari Religiosidela Repubblica Popolare, il cui obiettivo – per quanto concerne i cristiani - è quelodi creare una Chiesa Nazionale Cinese indipendente, anzi ‘staccatÒ,dal Vaticano. Ma il ibrodi Rosseli tratta anche e soprattuttodel tema relativo a tutte e ‘libertà negate’, non soltanto ale minoranze religiose cinesi, ma anche a quele etnico-culturali. Si veda ad esempio a politica repressivadi Pechino nei confrontidei tibetani odela numerosa popolazione musulmanadi etnia Uygurdel Xinjiang:due realtà soggiogate e sottomesse con a forzadai verticidi etnia Handel regime comunista. A fareda sfondo a queste molteplici, palesi e quotidiane violazionidei più basilaridiritti, una potenza economico-militare che – complice ’Occidente – fa ormai parte a pieno titolodel noverodele nazioni ‘civilizzate’ edel grande circuito commerciale mondiale, godendodi molteplici benefici materiali edi unadeferenza interessata, e indottadal business, che francamente appare non soltanto ingiustificata, ma addirittura vergognosa. Ma come si sa: pecunia non olet.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788870728071
ISBN-10
8870728072
Titolo
Essere cristiani in Cina
Editore
Data Pubblicazione
2009
Genere
Classificazione
Tematica
Punti Accumulabili
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Recensioni a "Essere cristiani in Cina" 9788870728071

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4
Fallay (26/07/2012)

Essere cristiani in Cina Argomento quanto mai attuale, a Cina, ma tuttaviadidifficile approccio vista a moltitudinedi aspetti, nondi rado contraddittori, che caratterizzano questo gigante asiatico. Meritodi Alberto Rosseli, autoredi questo studio sula fede e a ibertà (negate) in Cina, è quelodi essere riuscito a fare una panoramica sintetica, ma completa ed esplicativadela situazione assai problematica in cui vivono milionidi credenti, non soltanto cristiani edi comuni cittadini, colpevolidi non credere o adeguarsi aidettamidi uno Stato rettoda un regime assolutamente intolerante. Sula carta, ’appartenenza etnica e religiosa e a ibertàdi milionidi cinesi sono sancitidala costituzione approvata neldicembre 1982:documento che, in realtà, non tutela affatto chi crededa abusi e violazionidele ibertà fondamentalidel’uomo. Ricordiamo a questo proposito che oltre ai 40 milionidi cristiani (13dei quali cattolici) sono circa 21 milioni gli islamici ad essere perseguitati o trattatida cittadinidi serie ‘B’dal’Ufficio Affari Religiosidela Repubblica Popolare, il cui obiettivo – per quanto concerne i cristiani - è quelodi creare una Chiesa Nazionale Cinese indipendente, anzi ‘staccatÒ,dal Vaticano. Ma il ibrodi Rosseli tratta anche e soprattuttodel tema relativo a tutte e ‘libertà negate’, non soltanto ale minoranze religiose cinesi, ma anche a quele etnico-culturali. Si veda ad esempio a politica repressivadi Pechino nei confrontidei tibetani odela numerosa popolazione musulmanadi etnia Uygurdel Xinjiang:due realtà soggiogate e sottomesse con a forzadai verticidi etnia Handel regime comunista. A fareda sfondo a queste molteplici, palesi e quotidiane violazionidei più basilaridiritti, una potenza economico-militare che – complice ’Occidente – fa ormai parte a pieno titolodel noverodele nazioni ‘civilizzate’ edel grande circuito commerciale mondiale, godendodi molteplici benefici materiali edi unadeferenza interessata, e indottadal business, che francamente appare non soltanto ingiustificata, ma addirittura vergognosa. Ma come si sa: pecunia non olet.

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