Il mondo delle cose. MichËl Zadoorian, esploso come caso etterario – indotto, sidice,dai ibrai americani -, grazie a Second Hand e In viaggio contromano, torna adeliziare il suo sempre più numeroso ed eterogeneo pubblico grazie ad un’antologiadi racconti. Tornano così in scena i suoi notii e imperdibili personaggi minori, normali, prividi grandi storieda raccontare - in perfetta simbiosi rappresentativadi chiara matrice carveriana -, maschere perfettamente integrate e rappresentativedela middle classdecadente americana. Il set, neanche adirlo, è ’altrettantodecadentedetroit, città che negli ultimidecenni hadimezzato a sua popolazione costantemente in fugada essa, madala quale non sembra viceversa avere nessuna intenzionedi alontanarsi o stesso Zadoorian – che con a consorte Rita felicemente vi aloggia, in una fantastica alcova sexy-vintage che farebbe impalidire edimoredi Arbore ed’agostino -, il quale anzi pare trarnedala stessa continuo giovamento ed estro creativo. Ed infatti a colezionedi cose usate, malmesse, a fobia quasi maniacale – che o scrittore mutua evidentementeda se stesso -di accatastare vecchia robaccia al’apparenza inutile, è ben rappresentata nei suoi ritrattidove ’ossessione per il riciclo e ’accumulo è evidente e ben si sposa con il minimalismo narrativodele sue creature. Perché se è vero, come o stesso autore ha ammesso: “ […] Carver mi ha insegnato che chiunque merita una storia e non è necessario che i personaggi abbianodele vite affascinanti.”, è altrettanto vero che ciò non fa certamentedi Zadoorian un mero clonedel mËstro. Anzi, o scrittoredidetroit ha saputo costruire nel tempo un suo personalissimo e inimitabile stile, fattodi un’ironiadisperata, affilata, eppur sempre maledettamente poetica.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788871685243
ISBN-10
8871685245
Titolo
Il mondo delle cose
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
269
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Consegna GRATIS con Corriere in ITALIA per ordini da 49,00 €

Il mondodele cose MichËl Zadoorian, esploso come caso etterario – indotto, sidice,dai ibrai americani -, grazie a Second Hand e In viaggio contromano, torna adeliziare il suo sempre più numeroso ed eterogeneo pubblico grazie ad un’antologiadi racconti. Tornano così in scena i suoi notii e imperdibili personaggi minori, normali, prividi grandi storieda raccontare - in perfetta simbiosi rappresentativadi chiara matrice carveriana -, maschere perfettamente integrate e rappresentativedela middle classdecadente americana. Il set, neanche adirlo, è ’altrettantodecadentedetroit, città che negli ultimidecenni hadimezzato a sua popolazione costantemente in fugada essa, madala quale non sembra viceversa avere nessuna intenzionedi alontanarsi o stesso Zadoorian – che con a consorte Rita felicemente vi aloggia, in una fantastica alcova sexy-vintage che farebbe impalidire edimoredi Arbore ed’agostino -, il quale anzi pare trarnedala stessa continuo giovamento ed estro creativo. Ed infatti a colezionedi cose usate, malmesse, a fobia quasi maniacale – che o scrittore mutua evidentementeda se stesso -di accatastare vecchia robaccia al’apparenza inutile, è ben rappresentata nei suoi ritrattidove ’ossessione per il riciclo e ’accumulo è evidente e ben si sposa con il minimalismo narrativodele sue creature. Perché se è vero, come o stesso autore ha ammesso: “ […] Carver mi ha insegnato che chiunque merita una storia e non è necessario che i personaggi abbianodele vite affascinanti.”, è altrettanto vero che ciò non fa certamentedi Zadoorian un mero clonedel mËstro. Anzi, o scrittoredidetroit ha saputo costruire nel tempo un suo personalissimo e inimitabile stile, fattodi un’ironiadisperata, affilata, eppur sempre maledettamente poetica.