Tra bosco e non bosco. Ragioni poetiche e gesti stilistici ne «Il galateo in bosco» di Andrea Zanzotto
- 9788874623624
Un libro
di
Enio Sartori
edito da
Quodlibet
, 2011
Tra bosco e non bosco. Ragioni poetiche e gesti stilistici ne «Il galateo in bosco» di Andrea Zanzotto. Pur non essendo annunciato verbalmentedal suo autoredivenne certezza, variamente acquisita e progressivamente forzata, che ’Il galateo in bosco’ fosse a prima parted’una trilogia irica e cui parti successive edistanti sarebbero state ’Fosfemi’ e ’IdiomÒ. E tuttavia, come ben s’adopera Enio Sartori nel suo studio esegetico, a raccolta (per molti il vertice produttivodi Zanzotto) può essere veduta, etta, riletta, studiata, pensata e ripensata, analizzata, rianalizzata, raccontata nela sua "infinita solitudine", nela sua "finitezza momentanea". ’Il galateo in bosco’ è a visione - "tra bosco e non bosco" reale e ilusorio -dele pendicidel Montelo (scena unitariadel ibro, antro unico e cangiantedal quale risuonano edichiarazionidi versi); essa assumedi volta in volta a patinadi oculo tangibile, fattod’odori edi resistenze materiche;di ristagno storico, compostodi memorie e ricordi sensibili;di ossariodei caduti, fattodi spettri che mormorano ancora;di rifrangenzad’eco etteraria, chedona e ridona rimandi al Giovannidela Casa quanto a Nicolò Zotti. Spazio sedimentatodi relittidiversi, il bosco porta tracce poetichedi autobiografismo, razionale riportodegli anni, irrazionale raccordodei tempi e porta traccedegli umili,degli ultimi,dei mancati e sconfittidi stagioni mancate e sconfitte. "Scavo rabdomanticodel passato": a ocuzione ben si adegua ala poesiadi Zanzotto; altrettanto fa al’esegesidi Enio Sartori.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788874623624
ISBN-10
8874623623
Titolo
Tra bosco e non bosco. Ragioni poetiche e gesti stilistici ne «Il galateo in bosco» di Andrea Zanzotto
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
224
Classificazione
Tematica
Argomento
Punti Accumulabili
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Spaziodi relittidiversi Pur non essendo annunciato verbalmentedal suo autoredivenne certezza, variamente acquisita e progressivamente forzata, che ’Il galateo in bosco’ fosse a prima parted’una trilogia irica e cui parti successive edistanti sarebbero state ’Fosfemi’ e ’IdiomÒ. E tuttavia, come ben s’adopera Enio Sartori nel suo studio esegetico, a raccolta (per molti il vertice produttivodi Zanzotto) può essere veduta, etta, riletta, studiata, pensata e ripensata, analizzata, rianalizzata, raccontata nela sua "infinita solitudine", nela sua "finitezza momentanea". ’Il galateo in bosco’ è a visione - "tra bosco e non bosco" reale e ilusorio -dele pendicidel Montelo (scena unitariadel ibro, antro unico e cangiantedal quale risuonano edichiarazionidi versi); essa assumedi volta in volta a patinadi oculo tangibile, fattod’odori edi resistenze materiche;di ristagno storico, compostodi memorie e ricordi sensibili;di ossariodei caduti, fattodi spettri che mormorano ancora;di rifrangenzad’eco etteraria, chedona e ridona rimandi al Giovannidela Casa quanto a Nicolò Zotti. Spazio sedimentatodi relittidiversi, il bosco porta tracce poetichedi autobiografismo, razionale riportodegli anni, irrazionale raccordodei tempi e porta traccedegli umili,degli ultimi,dei mancati e sconfittidi stagioni mancate e sconfitte. "Scavo rabdomanticodel passato": a ocuzione ben si adegua ala poesiadi Zanzotto; altrettanto fa al’esegesidi Enio Sartori.