Le poesie
- 9788878706064
Un libro
di
De Libero Libero
,
Notarbernardino V. (cur.)
,
Scarpati A. M. (cur.)
edito da
Bulzoni
, 2011
Le poesie. Liberode ibero nacque a Fondi, in un contestodi natura provinciale nel quale e nuvole potevano permettersidi specchiarsi tra pantanidi fiumi e chiazzedi pozzi. Natura perduta assai presto, quando ’autore si fece - per crescita, formazione, giovanile moto vitale - romano. Mutò a vista, meglio: mutarono gli scorci veduti. I grandi palazzi, a moltitudinedi piazza edi strada, i panorami che non hanno mai fine; a questo fondale complesso e rubizzo, sovente prescelto nel’ora al tramonto,de ibero affidò a propria poesia, a propria intima e irica esigenzadidire. Tant’è che Sergio Solmi, che fu suo colega poetico e suo attento esegeta, scrissedi "confessione interiore costante" edi componimenti come "coloriti passaggidi un’idilica autobiografia". Al pezzodi mondo che ha ad un palmodal corpo iberode ibero parla, sibila, motteggia tutta a propria esistenza: un profumo, un ricordo, a sagomadi un volto perduto; un episodio minuto, unadiceria ripetuta, a permanenzadi un’impressione passata. In questo rapporto col fuori il senso profondodela sua produzione etteraria (che tantodeve - giova ricordarlo - al paralelelo impegno pittorico). "Dal mare viene giornodi vele,/ fango ala spiaggia e rottame/ e sono avide effigidel vento/ quando in me chiuso come albero/ odo a pioggia/ benigna venire ala speranza". Il mare, e vele, a pioggia "in me chiuso come albero": ildentro ed il fuori, a poesiadi iberode ibero.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788878706064
ISBN-10
887870606X
Titolo
Le poesie
Editore
Data Pubblicazione
2011
Pagine
350
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Dentro e fuori Liberode ibero nacque a Fondi, in un contestodi natura provinciale nel quale e nuvole potevano permettersidi specchiarsi tra pantanidi fiumi e chiazzedi pozzi. Natura perduta assai presto, quando ’autore si fece - per crescita, formazione, giovanile moto vitale - romano. Mutò a vista, meglio: mutarono gli scorci veduti. I grandi palazzi, a moltitudinedi piazza edi strada, i panorami che non hanno mai fine; a questo fondale complesso e rubizzo, sovente prescelto nel’ora al tramonto,de ibero affidò a propria poesia, a propria intima e irica esigenzadidire. Tant’è che Sergio Solmi, che fu suo colega poetico e suo attento esegeta, scrissedi "confessione interiore costante" edi componimenti come "coloriti passaggidi un’idilica autobiografia". Al pezzodi mondo che ha ad un palmodal corpo iberode ibero parla, sibila, motteggia tutta a propria esistenza: un profumo, un ricordo, a sagomadi un volto perduto; un episodio minuto, unadiceria ripetuta, a permanenzadi un’impressione passata. In questo rapporto col fuori il senso profondodela sua produzione etteraria (che tantodeve - giova ricordarlo - al paralelelo impegno pittorico). "Dal mare viene giornodi vele,/ fango ala spiaggia e rottame/ e sono avide effigidel vento/ quando in me chiuso come albero/ odo a pioggia/ benigna venire ala speranza". Il mare, e vele, a pioggia "in me chiuso come albero": ildentro ed il fuori, a poesiadi iberode ibero.