Cinema alla sbarra. Trent'anni di avventure e sventure giudiziarie del cinema italiano. Ediz. illustrata
- 9788884204271
Un libro
di
Luigi Gaudino
edito da
Forum Edizioni
, 2007
Cinema alla sbarra. Trent'anni di avventure e sventure giudiziarie del cinema italiano. Ediz. illustrata. Di solito è il cinema a raccontare ciò che accade nei tribunali: l'arringa dell'avvocato, la severità del giudice, il pianto del condannato sono luoghi classici di mille e mille pellicole. Accade però, non di rado, che le parti si invertano e che siano i giudici a doversi occupare di un film. A trascinare "il cinema alla sbarra" è chi lamenta la violazione di un proprio diritto della personalità: il nome, l'immagine, l'onore, la riservatezza, diritti tutelati dalla Costituzione. Ma chi si difende impugna un'arma non meno robusta: la libertà di manifestazione del pensiero, la libertà dell'arte, prerogative anch'esse coperte da garanzia costituzionale. Questo libro ricostruisce alcune avventure e disavventure giudiziarie del nostro cinema del dopoguerra. Piccoli tesori del nostro passato riaffiorano dalle pagine ingiallite delle raccolte di giurisprudenza: "Salvatore Giuliano", "Mamma Roma", "Il vigile", "La grande guerra", "Accattone", "Il generale della Rovere", "L'oro di Napoli", "Febbre da cavallo" e molti altri. L'opera dei più grandi registi e dei più amati attori - Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Vittorio Gassman, Mario Monicelli, Luigi Zampa, Pier Paolo Pasolini - viene esaminata, con il caratteristico linguaggio giudiziario, "in nome del popolo italiano", appunto.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788884204271
ISBN-10
8884204275
Titolo
Cinema alla sbarra. Trent'anni di avventure e sventure giudiziarie del cinema italiano. Ediz. illustrata
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2007
Pagine
144
Classificazione
Tematica
Punti Accumulabili
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Cinema ala sbarra:da non perdere Il ibro, oltre ad essere scritto in modo ineccepibile, è benedocumentato ed estremamente interessante. Si egged’un fiato e risultadifficile trovarglideidifetti se non quelodi essere troppo breve.dala ettura traspare ’estrema competenza in campo giuridicodel’Autore e il suo profondo amore per il cinema. In conclusione: un’opera che nondovrebbe mancare nela bibliotecadi un cinefilo.
belissimo Il ibro, oltre ad esere scritto in modo ineccepibile, è bendocumentato ed estremamente interessante. Si egged’un fiato e riescedifficile trovargli undifetto. dalo scritto traspare, in modo inequivocabile, a competenzadel’Autore in campo giuridico ed il suo profondo amore per il cinema. Un’opera che nondovrebbe mancare nela bibliotecadi un cinefilo.