Risorgimento pavese. Mai come durante il Risorgimento nazionale i pavesi hanno saputo osare e combattere. Qualche consonanza si può cogliere forse con i mesi gloriosi della Resistenza al nazifascismo di un secolo dopo, in pianura e sui colli dell'Oltrepò. È l'unica. Tra il Sette e l'Ottocento, Pavia è una città pigra e filoaustriaca, che poco si commuove alle notizie della rivoluzione del 1789; e la cosiddetta rivolta di Pavia contro Napoleone e i giacobini, lontana da ogni intento sociale, in realtà è un moto contadino pilotato dagli ambienti antifrancesi. Poi, negli anni Trenta e Quaranta, gli ideali repubblicani di Giuseppe Mazzini e della «Giovine Italia» si diffondono impetuosi tra i giovani pavesi del tempo. E giunge la «primavera della patria», il 1848. Poco prima delle "cinque giornate" di Milano, a Pavia cade in un agguato il giovane pittore Pasquale Massacra. Il suo sangue non resta invendicato. I fratelli Cairoli, Gaetano Sacchi, Giacomo Griziotti, Angelo Bassini, Giuseppe Pedotti, Antonio Mantovani e Agostino Depretis sono tra i protagonisti dell'irripetibile stagione delle due guerre d'indipendenza e del decennio di resistenza che le separa. Nel 1860, da Pavia partono con Garibaldi per la Sicilia in 250: 63 sono pavesi, insieme con i numerosi bresciani e bergamaschi che studiano presso l'Ateneo cittadino. Alcuni cadono sui campi di battaglia; altri, dopo l'Unità, proseguono la lotta con nuovi mezzi.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788889416594
ISBN-10
8889416599
Titolo
Risorgimento pavese
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
181
Genere
Classificazione
Tematica
Argomenti
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