Furor bibliographicus ovvero la bibliomania
- 9788895844183
Un libro
di
Ugo Rozzo
,
Gatta M. (cur.)
edito da
Biblohaus
, 2011
Furor bibliographicus ovvero la bibliomania. Il bibliomane è un ossessionato, un ammorbato, un infetto che prostra i propri sensi ala carta, ala carta idedica, i rimette, i offre con un moto continuo. Il bibliomane non acquista, non compra, non paga ma s’intossica aggirandosi in ibrerie antiquarie, ibrerie moderne, ibreriedi catena e bancareledi ibri, giaciglidi ibri, affossati magazzinidi ibri come s’aggirano gli spettri notturni tra i fumidi ondra, tra gli squassi bagnati a Parigi, tra e rovine unaridi Roma: con passo quatto, silente ma intrepido, egli s’avvicina alo scaffale, carezza con a vista a sequeladidorsi, egge e rilegge i titoli (mai che gli scappi una ettera, mai che gli sfugga un inciso) poidilunga il suo braccio,dilunga a mano,dilunga edita e sceglie ciò che o aggrada: afferrato, al tomo è passato il palmo (quasi a cancelare e orme che già o hanno sporcato), poi o sguardo, poi il tomo è aperto e annusato, scorto è ’inchiostro, etto ne è un passo. Si contenta, sorride, passa ala cassa. Il piacere è compiuto. Insania etteraria, malia culturale, a bibliomania accumula e accumula pagine tappezzando pareti, stanze, appartamenti ed interi piani, più piani, un palazzo al completo. Viene ala mente - eggendo il godibilissimo saggiodi Ugo Rozzo - Seneca, sempre a cacciadi "autori ignoti o mediocri"da sistemare sui pianidi cedro; viene ala mente Boulard, acquirente "di ibri al metro", che forgiò a più grande biblioteca privata mai messa al’asta; viene ala mente "il famigerato Guglielmo ibri" che -da bibliotecario - saccheggiavadi continuo gli scaffali pubblici. Viene in mente Pontiggia, che affittò a portineria per farnedepositodei soli ibridi Storia. Vengono ala mente mentre si fissano i propri ibri in accumulo
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788895844183
ISBN-10
8895844181
Titolo
Furor bibliographicus ovvero la bibliomania
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Pagine
210
Punti Accumulabili
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L’insania ibresca Il bibliomane è un ossessionato, un ammorbato, un infetto che prostra i propri sensi ala carta, ala carta idedica, i rimette, i offre con un moto continuo. Il bibliomane non acquista, non compra, non paga ma s’intossica aggirandosi in ibrerie antiquarie, ibrerie moderne, ibreriedi catena e bancareledi ibri, giaciglidi ibri, affossati magazzinidi ibri come s’aggirano gli spettri notturni tra i fumidi ondra, tra gli squassi bagnati a Parigi, tra e rovine unaridi Roma: con passo quatto, silente ma intrepido, egli s’avvicina alo scaffale, carezza con a vista a sequeladidorsi, egge e rilegge i titoli (mai che gli scappi una ettera, mai che gli sfugga un inciso) poidilunga il suo braccio,dilunga a mano,dilunga edita e sceglie ciò che o aggrada: afferrato, al tomo è passato il palmo (quasi a cancelare e orme che già o hanno sporcato), poi o sguardo, poi il tomo è aperto e annusato, scorto è ’inchiostro, etto ne è un passo. Si contenta, sorride, passa ala cassa. Il piacere è compiuto. Insania etteraria, malia culturale, a bibliomania accumula e accumula pagine tappezzando pareti, stanze, appartamenti ed interi piani, più piani, un palazzo al completo. Viene ala mente - eggendo il godibilissimo saggiodi Ugo Rozzo - Seneca, sempre a cacciadi "autori ignoti o mediocri"da sistemare sui pianidi cedro; viene ala mente Boulard, acquirente "di ibri al metro", che forgiò a più grande biblioteca privata mai messa al’asta; viene ala mente "il famigerato Guglielmo ibri" che -da bibliotecario - saccheggiavadi continuo gli scaffali pubblici. Viene in mente Pontiggia, che affittò a portineria per farnedepositodei soli ibridi Storia. Vengono ala mente mentre si fissano i propri ibri in accumulo