Flatlandia. Ediz. integrale - 9788854984127
Un libro
di
Abbott Edwin A.
edito da
Edizioni Theoria
, 2024
Un punto solitario vibra nel vuoto assoluto, ignaro dell'abisso che separa la sua insignificanza dalla vastità di un piano infinito.
Un Quadrato, abitante di una bidimensionalità rigida, scopre la vertigine di una terza dimensione che infrange ogni legge della sua realtà geometrica.
Le pareti della dimora sono segmenti inviolabili dove la gerarchia sociale si misura in angoli e lati. Il protagonista osserva la struttura di Flatlandia senza cogliere le crepe nel dogma, finché una visita inattesa non scompagina l'ordine cromatico prestabilito. Il regime di rigidità gerarchica impone che ogni cittadino rimanga confinato nel proprio perimetro, pena la dissoluzione dell'equilibrio precostituito fra le caste.
La mente si espande.
La rivelazione di uno spazio tridimensionale trasmessa da una Sfera trasforma la certezza in eresia. Il confine fra visione e follia svanisce mentre egli tenta di comunicare l'esistenza di profondità ignote ai suoi simili. Ogni tentativo di descrivere il solido si scontra con l'ottusità di chi percepisce solo segmenti. In una società che vive di geometria come sistema sociale, la verità diviene una condanna all'isolamento, trascinando il Quadrato in una prigione costruita sulle proprie stesse convinzioni. La scoperta dell'ignoto trasforma radicalmente la percezione della realtà finché le fondamenta del mondo conosciuto non appaiono nient'altro che una sottile illusione priva di spessore.
Il prigioniero osserva la propria ombra, sapendo che oltre la superficie piana esiste un volume che nessuno sguardo miope potrà mai contemplare.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura speculativa del diciannovesimo secolo.
✔ Chi apprezza le allegorie matematiche sulla condizione umana.
Perché è diverso
L'opera utilizza una rigorosa costruzione euclidea per decostruire le gerarchie vittoriane, trasformando figure geometriche in veicoli di critica sociale. L'originalità risiede nel ribaltamento della prospettiva cognitiva, dove la percezione dello spazio diventa l'unico strumento per mettere in crisi un intero sistema politico.
Dettagli Bibliografici
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