Il bacino adriatico alterna una larghezza minima di 71 chilometri a un’estensione massima di 222, definendo un bacino chiuso e poco profondo che funge da cerniera tra l'Europa centrale e il bacino mediterraneo.
Questo saggio analizza l'evoluzione di uno spazio marittimo condiviso da 7 Paesi, ripercorrendo la sua funzione storica di confine e punto di incontro tra le influenze romane e greche, latine e slave. Il testo esamina come le dinamiche geopolitiche, dai passati imperi ai contemporanei corridoi energetici, abbiano plasmato un peculiare bacino di cooperazione transnazionale. Attraverso il confronto tra le sponde che uniscono Pola a Ravenna e Spalato a Pescara, il volume indaga la gestione attuale delle risorse naturali, la sicurezza marittima e le nuove prospettive di integrazione ambientale tra le coste italiane, balcaniche e orientali, delineando le rotte di un dialogo che supera le divisioni storiche.
Per chi è
✔ Studiosi di geopolitica e relazioni internazionali
✔ Appassionati di storia del Mediterraneo
Perché è diverso
Il volume abbandona la narrazione puramente storica per focalizzarsi sull'Adriatico come piattaforma strategica contemporanea, analizzando le infrastrutture energetiche e le politiche ambientali che definiscono oggi l'assetto tra le 7 nazioni rivierasche.
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