Il profilo di Brooklyn prende forma attraverso l'obiettivo mobile di James Agee, che nel 1939 setaccia il borough nel tentativo di sintetizzare l'identità del quartiere per un reportage mai pubblicato all'epoca.
Il volume raccoglie il taccuino di viaggio redatto dall'autore, un’osservazione che sposta il baricentro dal centro verso le periferie urbane. Il testo si muove tra l’imponenza architettonica del Ponte di Brooklyn e il tessuto residenziale di aree come Flatbush, Midwood e Sheepshead Bay. Agee compone un affresco sociale che intreccia le esistenze di ebrei, slavi e italiani, definendo il paesaggio attraverso la topografia urbana degli anni 30. La narrazione procede per frammenti, documentando la stratificazione etnica e la dimensione quotidiana di una metropoli in piena espansione, arricchita in questa edizione dalla prospettiva di Jonathan Lethem.
Per chi è
✔ Studiosi di letteratura americana del Novecento
✔ Lettori interessati alla sociologia urbana di New York
Perché è diverso
Il testo scarta la cronaca giornalistica tradizionale per adottare una cifra stilistica più vicina al diario, capace di cristallizzare il volto di una Brooklyn ancora in via di definizione prima dei mutamenti del secondo dopoguerra.
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