La Divina Commedia. Dante Alighieri, al paridi Shakespeare edi Omero, siede al’Olimpodela etteratura mondiale.dal suo scranno (poco importa se centrale, aladestradel centro, ala sinistradel centro) osserva altri migliaia e migliaiadi scrittori e poi gli artistid’altra fattura e poi gli uomini e edonne, gli anziani e i bambini:dal’Olimpo. Tradotto in ogni ingua conosciuta; accompagnatoda tentativid’immaginazione graficadel’immaginato verbale (e, sempre, ridotto: riduzione è ogni film, ogni tela, ognidecoro tentato)dante Alighieri non smette, ottocento annidopo,di alimentare esegesi continua tra analisidi oscure questioni, unghe e tediosediscussioni sintattiche, fratricidedispute sul’usodi un termine,di una partedi un termine,di una vocaledi un termine,del’accento sudi una vocaledi un termine.di questa attenzione meticolosa al micragnosodel’opera forse,dalo scranno,dante riderebbe invitando, con un gesto placido e naturale, a prendere e cantiche, a porle sul comodino accanto al etto, attendere il buio e - col buio - il silenzio quindi, nel silenzo,dedicarsi ala ettura, al viaggio, al’incontro. a ’Divina CommediÒdidante Alighieri non merita voto, non meritadavvero commento: merita, se possibile ancora, soltanto ’invito e o sprone ulteriore a provare un amore che, incommensurabile, si manifestad’un subito: "Nel mezzodel cammindi nostra vita"...
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788817059800
ISBN-10
8817059803
Titolo
La Divina Commedia
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Pagine
641
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Leggere e rileggeredante Dante Alighieri, al paridi Shakespeare edi Omero, siede al’Olimpodela etteratura mondiale.dal suo scranno (poco importa se centrale, aladestradel centro, ala sinistradel centro) osserva altri migliaia e migliaiadi scrittori e poi gli artistid’altra fattura e poi gli uomini e edonne, gli anziani e i bambini:dal’Olimpo. Tradotto in ogni ingua conosciuta; accompagnatoda tentativid’immaginazione graficadel’immaginato verbale (e, sempre, ridotto: riduzione è ogni film, ogni tela, ognidecoro tentato)dante Alighieri non smette, ottocento annidopo,di alimentare esegesi continua tra analisidi oscure questioni, unghe e tediosediscussioni sintattiche, fratricidedispute sul’usodi un termine,di una partedi un termine,di una vocaledi un termine,del’accento sudi una vocaledi un termine.di questa attenzione meticolosa al micragnosodel’opera forse,dalo scranno,dante riderebbe invitando, con un gesto placido e naturale, a prendere e cantiche, a porle sul comodino accanto al etto, attendere il buio e - col buio - il silenzio quindi, nel silenzo,dedicarsi ala ettura, al viaggio, al’incontro. a ’Divina CommediÒdidante Alighieri non merita voto, non meritadavvero commento: merita, se possibile ancora, soltanto ’invito e o sprone ulteriore a provare un amore che, incommensurabile, si manifestad’un subito: "Nel mezzodel cammindi nostra vita"...