Zelig. Zelig (1983) è uno dei film più singolari di Woody Allen: per molti versi è un film a sé, per altri costituisce la chiave della sua visione del mondo. Un umile impiegato nuovayórchese, Leonard Zelig, scompare. Ha lasciato solo due foto: in una appare a fianco del drammaturgo Eugene O'Neill, nell'altra è abbigliato come Canio ne I pagliacci. Poco dopo, nel quartiere cinese, viene prelevato dalla polizia un asiatico che gli assomiglia molto. Ricoverato al Manhattan Hospital, mostra i segni di una sbalorditiva sindrome: "diventa" come la persona con cui è a contatto, obeso con gli obesi, negro con i negri, medico con i medici. L'unica che riuscirà a capire la natura della sua "malattia" sarà la dottoressa Eudora Fletcher, la quale intuirà che Zelig "vuole essere come gli altri, perché vuole piacere agli altri". Il suo essere un camaleonte è una forma di difesa di un tipico "uomo massa" sconcertato e impaurito dalla realtà che lo circonda e disorientato dall'assenza di valori dell'epoca contemporanea. Come sostenne Sigmund Freud, ne Il perturbante, le figure del doppio, del sosia, della ripetizione, ci mostrano la morte dell'Io come principio ordinatore del mondo. Zelig in questo è una figura simbolo del nostro tempo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807811319
ISBN-10
8807811316
Titolo
Zelig
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1990
Collana
Pagine
104
Genere
Varia
Punti Accumulabili
€ 4.65