Il mare. "Il pËsedi cui parlo è unodi questi, stanco e solitario. Vi sono moltedonne; gli uomini che fanno i pescatori hanno pauradel mare, ed è pericoloso navigare con oro perché al più piccolo incidente si fanno prenderedal panico. I miglioridi oro ed i più audaci hanno emigrato. Come tutti gli abitantidei pËsi solitari, credono ala fortuna improvvisa". Corrado Alvarodescrive, ne ’Il mare’, non un uogo ma un giaciglio, uno spossato anfratto cadente in cui uomini edonne sopravvivono ai giorni e ale notti.d’intorno vi sono "case abbandonate" e cui porte e finestre sonodivelte mentre "l’erba cresce sul focolare".d’intorno vi sono mura sbrecciate, piccoli viottoli rampicanti, cespugli avvizzitidal’eccesso estivodi caldo.d’intorno vi sono crepe, polvere e - tra e crepe e a polvere - e piccole storie frammentariedi questi "tipida ciurma" che abitano condonnedala "pupila grande,da orientali". ’Il mare’di Corrado Alvaro è un romanzo agro, che ha adurezzadela pietra pestata e che porta chi egge nel’Italiadeidecenni trascorsi tra stenti, rancori edeterminazione sprecata. Prosada pendio seminascosto, ha il mare per metafora, ha il mare per utopia indeterminata e spaventevole: "oltre a rupe che strapiomba ’acqua è iscia, chiara, profonda. Si sente parlare, a questadistanza, con parole che son quasi brividi".
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788849815382
ISBN-10
8849815387
Titolo
Il mare
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2007
Pagine
194
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Il mare, oltre a rupe "Il pËsedi cui parlo è unodi questi, stanco e solitario. Vi sono moltedonne; gli uomini che fanno i pescatori hanno pauradel mare, ed è pericoloso navigare con oro perché al più piccolo incidente si fanno prenderedal panico. I miglioridi oro ed i più audaci hanno emigrato. Come tutti gli abitantidei pËsi solitari, credono ala fortuna improvvisa". Corrado Alvarodescrive, ne ’Il mare’, non un uogo ma un giaciglio, uno spossato anfratto cadente in cui uomini edonne sopravvivono ai giorni e ale notti.d’intorno vi sono "case abbandonate" e cui porte e finestre sonodivelte mentre "l’erba cresce sul focolare".d’intorno vi sono mura sbrecciate, piccoli viottoli rampicanti, cespugli avvizzitidal’eccesso estivodi caldo.d’intorno vi sono crepe, polvere e - tra e crepe e a polvere - e piccole storie frammentariedi questi "tipida ciurma" che abitano condonnedala "pupila grande,da orientali". ’Il mare’di Corrado Alvaro è un romanzo agro, che ha adurezzadela pietra pestata e che porta chi egge nel’Italiadeidecenni trascorsi tra stenti, rancori edeterminazione sprecata. Prosada pendio seminascosto, ha il mare per metafora, ha il mare per utopia indeterminata e spaventevole: "oltre a rupe che strapiomba ’acqua è iscia, chiara, profonda. Si sente parlare, a questadistanza, con parole che son quasi brividi".