18 giugno 1815. Waterloo. Lo sguardo retrospettivo degli studiosi semplifica la storia e tratta le
grandi svolte come eventi inevitabili. Nella sua versione più diffusa la
battaglia di Waterloo fra la Grande Armée di Napoleone e l'esercito
anglo-prussiano di Wellington è il capolinea di un percorso ormai
predeterminato, il canto del cigno di un uomo destinato alla sconfitta. Questa
lettura della storia ha il vantaggio di rendere razionali gli avvenimenti
successivi. Waterloo ebbe l'effetto di mettere fine all'egemonia francese in
Europa e di inaugurare una fase in cui la potenza dominante, in tutti i
continenti, sarebbe stata la Gran Bretagna. Ed ebbe anche l'effetto di
promuovere un piccolo e agguerrito Stato regionale, la Prussia, al rango di
potenza europea, Ma ciascuna di queste conseguenze, secondo i paladini della
storia "razionale", sarebbe stata iscritta nella straordinaria ascesa della
Gran Bretagna durante la seconda metà del Settecento e nelle grandi doti
militari dimostrate dalla Prussia durante la guerra dei Sette anni. La realtà
è alquanto diversa. In questo libro, Andrew Roberts, straordinario "pittore di
battaglie", dimostra che quella di Waterloo fu sino all'ultimo momento una
straordinaria somma di errori tattici e strategici, occasioni mancate,
eccessive prudenze ed eccessive imprudenze. Vinse alla fine colui che commise
meno errori o che potè, come Wellington, gettare nella mischia all'ultimo
momento il provvidenziale soccorso dell'alleato prussiano.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788879728874
ISBN-10
8879728873
Titolo
18 giugno 1815. Waterloo
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Pagine
170
Genere
Classificazione
Argomenti
Punti Accumulabili
€ 16.60