Il ferro della baionetta riflette la luce cruda del sole tra le gole impervie della macchia mediterranea.
Dominique, ufficiale francese stanziato sull'isola, si perde nell'amore proibito per Séraphine, figlia di una terra che rifiuta l'occupazione straniera in una Corsica del Settecento sospesa tra le armi.
Il distaccamento di Dominique marcia verso le alture mentre l'aria si satura di salsedine e sentori di erica selvaggia. Séraphine guida il suo popolo lungo i crinali nascosti, opponendo il silenzio della roccia alla tattica militare del regno. La loro unione rappresenta una impossibile conciliazione bellica nata tra le valli soffocate dal conflitto imminente.
Tutto brucia.
Il comando invia messaggi di pacificazione intrisi di menzogne diplomatiche che stride con l'integrità dei boschi corsi. Dominique osserva le mappe del territorio, conscio che ogni passo verso la donna amata segna un distacco irreversibile dalla propria patria e dal giuramento prestato. Questa tragedia dell'indipendenza corsa si compie attraverso intrighi di palazzo e l'impeto violento delle milizie locali che reclamano la propria identità storica tra le fronde millenarie.
L'ultima lettera di Dominique resta sepolta sotto la polvere di un accampamento ormai abbandonato tra i monti.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica del Settecento.
✔ Chi segue la letteratura francese di ambientazione insulare.
Perché è diverso
Il testo integra un rigore descrittivo quasi etnografico sulla vegetazione e la geografia della Corsica in un intreccio che rovescia le aspettative coloniali dell'epoca. L'anonimato dell'autore ufficiale trasforma la narrazione in una testimonianza autobiografica che parteggia apertamente per la resistenza locale contro la propria stessa fazione.
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