Una scheggia di granata solleva la neve ghiacciata, rivelando il colore scuro del terreno sotto il peso del reggimento in marcia.
Antonio Renzi, ufficiale fiorentino inquadrato negli alpini, affronta le vette dolomitiche tra il 1915 e il 1918, scontrandosi con il clima ostile e la diffidenza dei commilitoni montanari.
Il colonnello Boursier affida ad Antonio il compito di tracciare sentieri strategici attraverso vette inaccessibili per evitare gli errori tattici vissuti decenni prima. Il giovane toscano deve dimostrare il proprio valore in una guerra di logoramento tra le rocce, confrontandosi con la superiorità dei reparti austro-ungarici lungo l'intero fronte alpino.
La montagna non perdona.
Tra le cime del Cevedale e le trincee dell'Isonzo, il legame con l'infermiera Francesca diventa l'unico rifugio contro l'orrore costante delle mine e il gelo opprimente. Il destino del reparto si intreccia con figure di rilievo mentre la strategia militare in alta quota richiede decisioni rapide sotto il fuoco incrociato. Le privazioni condivise nelle baracche di legno spogliano gli uomini di ogni maschera, lasciando emergere l'eroismo solitario di chi accetta la propria fine in un silenzio tombale. Tra le nevi che inghiottono ogni traccia di violenza, la lucidità resta l'unico strumento per non soccombere.
Il crepitio di un unico fucile solitario spezza il silenzio della conca montana prima del crollo definitivo della valanga.
Per chi è
✔ Lettori di memorialistica storica sulla Grande Guerra.
✔ Chi segue la narrativa bellica di ambientazione alpina.
Perché è diverso
Il testo intreccia la micro-storia individuale con il rigore dei documenti ufficiali, evitando la visione epica a favore di un realismo che scava nelle contraddizioni psicologiche dei soldati. La struttura narrativa fonde le manovre tecniche del fronte dolomitico con l'evoluzione intima del protagonista, trasformando il paesaggio montano in un attore protagonista delle vicende belliche.
Dettagli Bibliografici
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