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Malina

di Ingeborg Bachmann edito da Adelphi, 2003

Quando compì trent’anni Ingeborg Bachmann decise che i versi sarebbero diventati prosa. Niente più poesia, nessuno spazio bianco: la pagina andava colmata tutta, tutta fatta inchiostro. Cominciò così la sua discesa negli abissi. Crepacci d’anima le si aprirono improvvisi, elle non temette la caduta e vi affondò. Risalita, potè scrivere. Tra le opere che appartengono a qusto periodo sfatto, nero, di disperata angoscia la più crudele è "Malina" che, in apparenza, è storia d’un triangolo con delitto annesso ma che, invero, è confessione esaltata, delirio, ossessione tutta scritta. Storia di una dannazione edipica, diventa parabola del mondo: d’intorno alla protagonista tutti odiano, tutti tramano omicidi, tutti vorrebbero veder scorrere il sangue di qualcuno. L’essere umano diventa, nel testo della Bachmann, un lestofante crudelissimo che ha, come fissa e come scopo, la fine della vita altrui. "Tutti aspettano, non fanno niente altro, ma mettono in mano agli altri il sonnifero, il rasoio, fanno in modo che si vada sbadatamente per un sentiero scosceso, che si apra lo sportello di un treno in corsa" scrive. V’è un modo più duro e delirante, romanzesco metaforico, di raccontare i nostri tempi di violenza, d’armi intelligenti, di puliti massacri senza nome? "Malina" è più di quello che racconta. Leggere per credere.

Recensione Unilibro a cura di Alex Toppi

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Sono disponibili anche queste edizioni di

Malina libro di Bachmann Ingeborg
Malina
Bachmann Ingeborg
edizioni Adelphi
Fabula
, 1987
disponibile 3/5 gg
€ 18,00

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Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Malina"
Tempi d’omicidio
Alex Toppi, 2011-11-03
4

Quando compì trent’anni Ingeborg Bachmann decise che i versi sarebbero diventati prosa. Niente più poesia, nessuno spazio bianco: la pagina andava colmata tutta, tutta fatta inchiostro. Cominciò così la sua discesa negli abissi. Crepacci d’anima le si aprirono improvvisi, elle non temette la caduta e vi affondò. Risalita, potè scrivere. Tra le opere che appartengono a qusto periodo sfatto, nero, di disperata angoscia la più crudele è "Malina" che, in apparenza, è storia d’un triangolo con delitto annesso ma che, invero, è confessione esaltata, delirio, ossessione tutta scritta. Storia di una dannazione edipica, diventa parabola del mondo: d’intorno alla protagonista tutti odiano, tutti tramano omicidi, tutti vorrebbero veder scorrere il sangue di qualcuno. L’essere umano diventa, nel testo della Bachmann, un lestofante crudelissimo che ha, come fissa e come scopo, la fine della vita altrui. "Tutti aspettano, non fanno niente altro, ma mettono in mano agli altri il sonnifero, il rasoio, fanno in modo che si vada sbadatamente per un sentiero scosceso, che si apra lo sportello di un treno in corsa" scrive. V’è un modo più duro e delirante, romanzesco metaforico, di raccontare i nostri tempi di violenza, d’armi intelligenti, di puliti massacri senza nome? "Malina" è più di quello che racconta. Leggere per credere.