La "fata verde" viene analizzata non come semplice distillato d'anice, ma come catalizzatore culturale capace di influenzare la produzione artistica e letteraria a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Il volume ricostruisce l'ascesa, la demonizzazione e il declino dell'assenzio attraverso le biografie di figure iconiche come Rimbaud, Baudelaire, Oscar Wilde, Van Gogh e Picasso. L'autore esplora il legame tra il consumo rituale del distillato e la creatività bohémien, tracciando un parallelo tra il ruolo sociale del prodotto nella Parigi e nella Londra di fine '800 e la diffusione delle sostanze psicotrope nel secolo successivo. Attraverso una ricca documentazione, il testo esamina come l'assenzio come bevanda proibita abbia ridefinito i confini tra ispirazione artistica, alterazione della percezione e le severe legislazioni proibizioniste dell'epoca.
Per chi è
✔ Studiosi di storia sociale e cultura ottocentesca
✔ Lettori interessati alle biografie di artisti e letterati
Perché è diverso
Il testo sposta il focus dal mero profilo organolettico del distillato all'analisi del suo impatto antropologico, documentando il legame tra il rito del consumo e le opere prodotte dai maggiori esponenti dell'avanguardia europea.
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