Il fango dei sobborghi parigini macchia le ghette di seta di chi tenta la scalata verso i salotti del potere.
Eugène de Rastignac abita la squallida pensione Vauquer, osservando Goriot consumarsi per un affetto filiale che scivola via come moneta spesa inutilmente. Lo studente ambisce a un futuro dorato mentre svela le dinamiche corrotte che legano l'anziano alle sue figlie nobili.
Le tavole consunte della pensione Vauquer accolgono i sussurri di Vautrin, un uomo che ha barattato la libertà con la conoscenza dei vizi segreti di Parigi. Il vecchio Goriot svuota le tasche per sostenere il fasto di Anastasie e Delphine, due donne che vedono nel padre solo un bancomat pronto a cedere. Le monete finiscono. In un salotto opulento, lo scontro tra le sorelle per l'ultima eredità strappa a Goriot ogni residua forza vitale, trascinandolo in una solitaria agonia tra i mobili scompaginati di una pensione dimenticata. La consapevolezza della propria rovina si intreccia con il delirio finale, mentre il corpo cede sotto il peso di una dedizione cieca consumata in una Parigi divisa tra apparenze nobiliari e miseria spietata. Solo Eugène resta a testimoniare la fine di un uomo che ha sacrificato tutto per il capriccio delle figlie, assistendo a quel funerale di povertà solitaria celebrato senza lacrime aristocratiche tra le strade ciniche della capitale.
La terra di Père Lachaise accoglie l'ultimo spogliatoio di un padre che non ha ricevuto nemmeno un cenno di saluto finale.
Per chi è
✔ Lettori di realismo sociale francese ottocentesco.
✔ Chi apprezza cronache sulla scalata sociale parigina.
Perché è diverso
L'opera scardina la gerarchia morale dell'epoca attraverso la convivenza forzata tra disperati e nobili decaduti in un unico spazio fisico. La narrazione scompone il mito della paternità consacrandolo alla brutale economia dei sentimenti tipica della metropoli ottocentesca.
Dettagli Bibliografici
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