Il suono del pianoforte si disperde tra i saloni, incrinando il silenzio austero imposto dal pastore Fritz Hvide.
Stella, moglie di Fritz, abita la residenza di Als cercando una via di fuga dall'ottusità del marito e dal rigido clima sociale della Danimarca di fine Ottocento.
La dimora bianca sull'isola di Als accoglie ricevimenti in giardino e conversazioni mondane che nascondono un’inquietudine profonda.
Tutto si sgretola.
Stella coltiva una malinconia per lo scarto tra desiderio e costrizione, difendendo spazi di sogno tra le pareti austere che il marito pretende di controllare senza alcuna flessibilità.
Il peso delle recenti sconfitte in guerra e le spinte di un progresso inesorabile permeano l'atmosfera, rendendo ogni momento di grazia una gioia dagli occhi tristi che trasforma la vita domestica in un costante esercizio di resistenza emotiva.
Il crepuscolo di quell'epoca si riflette negli occhi di Stella, ormai incapace di scorgere salvezza al di fuori del labile confine tra la musica e il ricordo.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura danese del diciannovesimo secolo.
✔ Chi apprezza le cronache familiari dell'aristocrazia europea.
Perché è diverso
Il romanzo articola il declino di una classe sociale attraverso l'intimismo claustrofobico di un matrimonio, dove il conflitto tra sensibilità artistica e severità morale sostituisce l'azione esteriore. La narrazione trasforma la residenza di Als in un paesaggio psicologico, capace di oggettivare la nostalgia di un'epoca che svanisce nel contrasto tra la luce delle stanze e l'oscurità dei mutamenti storici.
Dettagli Bibliografici
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