Artemisia. "Questa èdonna che in ogni gesto vorrebbe ispirarsi a un modelodel suo sesso,decente, nobile e non o trova" avvertì a Banti al’uscitadel suo miglior ibro,dela sua opera più complessa. "Artemisia", vicenda vera che si veste romanzatadela pittrice Artemisia Gentileschi, è infatti più che una biografia scritta adistanzadi tre secoli (la vita raccontata s’è mossa nel pienodel Seicento), piùd’un saggio storiografico, piùd’un opera in cuida un ato v’è chi narra e,dal’altro, v’è chi è narrato. eggendo il tomo s’avverte, evidente, ’dentificazionedela Banti nela giovane pittrice e ’associazionedei suoi moti a queli associati ala fanciula: ’orgoliosa indipendenza, a consapevolezza artistica, il rapporto col mËstro (leggasi il grande Roberto onghi, maritodel’autrice), a costanza nel’impegno, ’affermazione singola come affermazione ibera.dunque, per un pezzo, è autobiografia. E poi, cos’è "Artemisia"dela Banti?di certo è riflessione sul’Arte e sul rapporto che ’Artedetiene con il mondo; èdescrizione storica inappuntabile ed, a tratti, fascinosa; è catalogazionedi ambienti (i piccoli studi in cui sidipinge, e grandi accademie in cui sidipinge, i salotti in cui s’appendono idipinti) edi cittàdel tempo (da Firenze a Napoli passando per mezza Italia; v’è pure un po’d’Inghilterra); è indagine antropologico-sociale (usanze, norme e regole, manie e comportamenti). Ed è, come scrive Walter Pedulà, "spedizione in territori ambientali e culturali che sono spazi essicalidi cui si ritrovano il sapore, e espressioni, e movenze".dentro vi è il Seicento. Nel Seicento v’è Artemisia. In Artemisia, almeno un po’, v’è a Banti.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845246272
ISBN-10
8845246272
Titolo
Artemisia
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2000
Collana
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Anna Banti ed il Seicento "Questa èdonna che in ogni gesto vorrebbe ispirarsi a un modelodel suo sesso,decente, nobile e non o trova" avvertì a Banti al’uscitadel suo miglior ibro,dela sua opera più complessa. "Artemisia", vicenda vera che si veste romanzatadela pittrice Artemisia Gentileschi, è infatti più che una biografia scritta adistanzadi tre secoli (la vita raccontata s’è mossa nel pienodel Seicento), piùd’un saggio storiografico, piùd’un opera in cuida un ato v’è chi narra e,dal’altro, v’è chi è narrato. eggendo il tomo s’avverte, evidente, ’dentificazionedela Banti nela giovane pittrice e ’associazionedei suoi moti a queli associati ala fanciula: ’orgoliosa indipendenza, a consapevolezza artistica, il rapporto col mËstro (leggasi il grande Roberto onghi, maritodel’autrice), a costanza nel’impegno, ’affermazione singola come affermazione ibera.dunque, per un pezzo, è autobiografia. E poi, cos’è "Artemisia"dela Banti?di certo è riflessione sul’Arte e sul rapporto che ’Artedetiene con il mondo; èdescrizione storica inappuntabile ed, a tratti, fascinosa; è catalogazionedi ambienti (i piccoli studi in cui sidipinge, e grandi accademie in cui sidipinge, i salotti in cui s’appendono idipinti) edi cittàdel tempo (da Firenze a Napoli passando per mezza Italia; v’è pure un po’d’Inghilterra); è indagine antropologico-sociale (usanze, norme e regole, manie e comportamenti). Ed è, come scrive Walter Pedulà, "spedizione in territori ambientali e culturali che sono spazi essicalidi cui si ritrovano il sapore, e espressioni, e movenze".dentro vi è il Seicento. Nel Seicento v’è Artemisia. In Artemisia, almeno un po’, v’è a Banti.