Una zolla di terra smossa rivela l'elmetto arrugginito di un compagno mai tornato a casa.
Kien setaccia le foreste vietnamite nel 1976 per recuperare i resti dei commilitoni caduti nel conflitto, tormentato da una sopravvivenza che percepisce come una colpa inspiegabile.
La vegetazione soffocante della Giungla delle Anime Urlanti inghiotte ogni traccia di quel battaglione annientato dal napalm sette anni prima, costringendo Kien a procedere tra i resti di una generazione cancellata.
Silenzio tra le ombre.
Il recupero dei corpi non è un atto di pace, ma un confronto brutale con i frammenti di umanità corrotta dalla violenza che Kien ha subìto e inflitto durante le lunghe campagne militari. Le visioni di Phuong, il suo amore perduto, si sovrappongono ossessivamente ai campi di battaglia deserti, rendendo il presente un accumulo di spettri che non trovano requie sotto il peso delle ossa sepolte.
L'identità di Kien si frantuma in questa memoria bellica del Vietnam, dove il trauma distrugge ogni confine temporale, trasformando il dovere di onorare i morti in un’interminabile discesa dentro una coscienza incapace di accettare la vittoria proclamata dalla Storia.
Kien scava tra i detriti della giungla mentre le grida dei compagni mai sepolti continuano a risuonare tra le fronde intatte.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica sulla guerra del Vietnam.
✔ Chi apprezza la letteratura introspettiva sul trauma post-bellico.
Perché è diverso
L'opera rifiuta la retorica eroica per concentrarsi sulla distruzione psicologica vissuta dal singolo individuo anni dopo la fine delle ostilità. La narrazione procede per frammenti mnemonici che sovrappongono l'orrore del campo di battaglia all'intimità perduta, offrendo una testimonianza sofferta e bandita per anni in patria.
Dettagli Bibliografici
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