Il fumo della pipa di un professore satura l’aria dello studentato di Milon mentre Jean Tarendol ripassa ossessivamente le sue tavole di architettura.
In una Francia occupata del 1943, il giovane studente contadino vede le sue ambizioni accademiche travolte da un sentimento improvviso per Marie, figlia della direttrice, innescando una fuga rocambolesca verso una Parigi ferita.
Le mura di Milon custodiscono segreti adolescenziali interrotti brutalmente da una delazione anonima indirizzata alla Gestapo, trasformando il cortile scolastico in un teatro di sopravvivenza.
Tutto cambia ora.
Jean lascia i campi per addentrarsi tra le strade di una capitale dove il mercato nero detta legge e la resistenza civile parigina tenta di ricucire lo strappo sociale causato dall'occupazione nazista.
L'architetto mancato deve imparare a costruire la propria esistenza tra le rovine di un mondo in dissoluzione, inseguendo Marie in un viaggio di formazione bellico che non ammette ritorni tra le radici rurali ormai compromesse dalle ombre di un conflitto insidioso.
Il treno per Parigi si allontana lasciando dietro di sé solo le ceneri di un’innocenza che non appartiene più a nessuno.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica francese del dopoguerra.
✔ Chi ama i ritratti sociali del mondo rurale.
Perché è diverso
L'opera abbandona i toni speculativi tipici dell'autore per immergersi in un realismo crudo e intimo. La narrazione fonde la precisione documentaria di un'epoca che svanisce con l'irruenza di una vicenda privata, trasformando il trauma collettivo nel motore del mutamento esistenziale del protagonista.
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