Contro il target. Nessuna produzione è pensabile se non è stato preventivamente individuato il
suo target, ossia un insieme di persone intravisto come fruitore del bene o
del servizio. Attraverso il target l'azienda si propone di offrire ai
consumatori non tanto ciò che essi desiderano ma ciò che essi sono, e opera
affinché la loro personalità non si sviluppi. Lungi dall'essere un mero
strumento tecnico d'impresa per favorire l'incontro tra domanda e offerta, il
target è alla radice della cristallizzazione sociale e ha allargato il suo
ambito di applicazione ben oltre il marketing tradizionale. Nella politica,
all'originario compito di orientare la comprensione è subentrato quello di
comprendere l'orientamento per appiattire su di esso la propria azione
politica. Nell'editoria i quotidiani si sono costruiti un pubblico su misura,
che riconfermano nelle opinioni che già possiede. Il risultato finale è che la
società non è più abitata da gruppi di opinione ma da gruppi d'impressione,
formati da individui suggestionabili, conservatori e privi tra loro di
relazioni sostanziali. Realtà apparentemente inconciliabili, come il partito
di Berlusconi e il quotidiano "la Repubblica", producono eguali e dannosi
effetti di segmentazione della comunità. Ogni esempio, anche l'università o la
produzione culturale, rivela che il target ormai domina e costituisce le
esistenze e le personalità. Per riscattarle è necessario abbandonare la
moderna metafisica del consumo e ricercare modelli sociali nuovi.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788833918594
ISBN-10
8833918599
Titolo
Contro il target
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2008
Collana
Pagine
125
Genere
Classificazione
Argomenti
Punti Accumulabili
€ 12.00