Il gelo della campagna inglese morde le membra mentre la donna attende un ritorno che ogni stagione allontana più drasticamente dal presente.
In una fattoria isolata, una solitaria protagonista accoglie un disertore in fuga, nascondendo la sua identità maschile sotto le spoglie di una sorella per proteggerlo dalla ferocia bellica.
L'erba alta circonda il casale dove la vita trascorre scandita solo da cicli naturali e silenzi forzati.
Tutto è sospeso.
Un soldato smarrito trova riparo tra le mura domestiche, trasformandosi in una figura eterea capace di ingannare lo sguardo dei vicini.
Attraverso la trasformazione di genere artigianale operata tra le pareti della vecchia cucina, lei orchestra una menzogna che trasforma la sopravvivenza in un equilibrio precario.
L’arrivo improvviso di un sergente della polizia militare mina questo rifugio, innescando una tensione che ruota attorno alla vera natura dell'ospite.
Nelle stanze dove si consuma la clandestina convivenza bucolica, le ombre si allungano alimentando dubbi che nessuna parola riesce a dissipare completamente.
La normalità appare come un fragile paravento, destinato a sgretolarsi sotto il peso di una smania che non ammette alcuna pacifica risoluzione.
Il sibilo del vento invernale copre il rumore secco di un ultimo atto compiuto nell'incoscienza del gelo.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa britannica del Novecento.
✔ Appassionati di storie ambientate durante i conflitti mondiali.
Perché è diverso
La narrazione intreccia la durezza della vita rurale con un gioco di specchi identitario, dove il travestimento non è solo espediente ma condizione esistenziale. La struttura scava nella psicologia dei personaggi attraverso il mutare delle stagioni, rifiutando ogni enfasi drammatica in favore di un esito gelido e ineluttabile.
Dettagli Bibliografici
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