Consumo, dunque sono. C'era una volta - nella fase solida della modernità - la "società dei produttori", epoca di masse, regole vincolanti e poteri politici forti. I valori che la governavano erano sicurezza, stabilità, durata nel tempo. Quel mondo si è sfaldato e oggi viviamo nella "società dei consumatori", il cui valore supremo è il diritto-obbligo alla "ricerca della felicità", una felicità istantanea e perpetua che non deriva tanto dalla soddisfazione dei desideri quanto dalla loro quantità e intensità. Eppure, dice Bauman, rispetto ai nostri antenati noi non siamo più felici: più alienati semmai, isolati, spesso vessati, prosciugati da vite frenetiche e vuote, costretti a prendere parte a una competizione grottesca per la visibilità e lo status, in una società che vive per il consumo e trasforma tutto in merce. Ma proprio tutto, anche i consumatori. Ciononostante stiamo al gioco e non ci ribelliamo, né sentiamo alcun impulso a farlo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788842084440
ISBN-10
8842084441
Titolo
Consumo, dunque sono
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2008
Collana
Pagine
198
Genere
Classificazione
Argomenti
Punti Accumulabili
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L’uomo consuma se stesso. La ucida analisidela società modernadel più grande sociologo vivente. Bauman con spietatezza esamina a nostra vita frenetica, convulsa, senza meta. Il consumo alienante è ildiodel ventunesimo secolo: ’uomo produce e consuma non più secondo e proprie necessità ma secondo un induttismo consumisticoderivanteda una immagine paradisiaca che ’uomo stesso ha ritrattodi se stesso e che ora odomina senza ritegno e senza scampo. Ritorna Marx e a sua filosofiadela alienazion in queste paginedi criticadel’essere edel’apparire.