Sonetti. Mentre in Italia infuria la battaglia risorgimentale. Belli decide di mettere
in poesia la voce e la vita delle plebi romane, attraverso le mille
articolazioni del suo dialetto. Lo fa componendo clandestinamente una serie di
sonetti che formano, nel loro insieme, una sorta di "monumento alla plebe di
Roma". Le ragioni di questa scelta non tardano a rivelarsi: nella Città Eterna
governata dai papi, intrisa di corruzione e ipocrisia, il popolo è l'unico
depositario della verità "sfacciata", e i suoi quartieri sono il solo luogo in
cui è possibile avere un impatto con la realtà. Belli ha lo sguardo
dell'antropologo e insieme l'arte del poeta, scrive Ascanio Celestini, "Così
prende le parole e le tira via dalle bocche delle persone che se ne servono
solo per un istante. Le intercetta mentre entrano nelle orecchie, si sporcano
tra i suoni delle strade, dei mercati. Si interrompono a mezza frase". Tramuta
in parodia e riso il frutto del suo studio colto e animato dei costumi e delle
tradizioni della città, ora inducendo la plebe stessa a raccontare e a
descrivere, ora raccontando e descrivendo attraverso brevi mimi scene concise.
Ma se Belli fu un osservatore attento del popolo, non fu solo questo. La sua
poesia s'inclina verso la satira velenosa contro lo stato teocratico: quella
piramide che ha al vertice il papa, il despota che commanna e sse ne frega", e
sotto di lui i prelati corrotti e prepotenti. Alla base c'è la plebe, vittima
della sopraffazione dei ricchi, rassegnata o ribelle, onesta o ladra.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788817030021
ISBN-10
8817030023
Titolo
Sonetti
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Pagine
107
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 4.90