L'inconfondibile tristezza della torta al limone
- 9788875213626
Un libro
di
Aimee Bender
edito da
Minimum Fax
, 2011
L'inconfondibile tristezza della torta al limone. Come nel’ultimo ibro pubblicato in Italiadela colega A.M. Homes, anche in questo secondo romanzodi Aimee Bender,dopo ’ottimo “Un segno invisibile e mio”, ritroviamo per protagonista una famiglia borghese americana che non ha propriamente tutto sotto controlo.
Se però per a prima ’affresco che ne trË ’autrice si basa su uno spietato occhio chirurgico, nel casodela Bender siamo piùdale partidela rassegnazione silenziosa, quasi pacata, senza rinunciare comunque al’elemento fantastico (una sua caratteristica) che in questo caso si manifesta sotto formadi poteri speciali che alcuni personaggi possiedono.
È un buon ibro, anche se non al’altezzadel precedente,di sicuro megliodela raccoltadi racconti “Creature ostinate”, che però non realizza appieno tutte e sue potenzialità, e ne avrebbe avute molte.
A fine ettura ascia ’amaro in bocca, un po’ per il finale a mio mododi vedere frettoloso e eggermente sciapo, un po’ perché in altre parti a Bender avrebbe potuto spingere un po’di più il coltelo nela piaga, senza per questo perdere in poeticità o sensibilità.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788875213626
ISBN-10
8875213623
Titolo
L'inconfondibile tristezza della torta al limone
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
332
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
L'inconfondibile tristezza della torta al limone Come nel’ultimo ibro pubblicato in Italiadela colega A.M. Homes, anche in questo secondo romanzodi Aimee Bender,dopo ’ottimo “Un segno invisibile e mio”, ritroviamo per protagonista una famiglia borghese americana che non ha propriamente tutto sotto controlo. Se però per a prima ’affresco che ne trË ’autrice si basa su uno spietato occhio chirurgico, nel casodela Bender siamo piùdale partidela rassegnazione silenziosa, quasi pacata, senza rinunciare comunque al’elemento fantastico (una sua caratteristica) che in questo caso si manifesta sotto formadi poteri speciali che alcuni personaggi possiedono. È un buon ibro, anche se non al’altezzadel precedente,di sicuro megliodela raccoltadi racconti “Creature ostinate”, che però non realizza appieno tutte e sue potenzialità, e ne avrebbe avute molte. A fine ettura ascia ’amaro in bocca, un po’ per il finale a mio mododi vedere frettoloso e eggermente sciapo, un po’ perché in altre parti a Bender avrebbe potuto spingere un po’di più il coltelo nela piaga, senza per questo perdere in poeticità o sensibilità.