L'isola che c'è. UN UOMO SENZA NOME ARRIVA SUl’ISOLA TIOMÀN. QUANDO È PARTITO NON AVEVA una meta precisa verso cuidirigersi, solo ombredale quali fuggire. Aldi àdi Tiomàn esiste solo il mare, unadistesa furiosadi acqua salata e cui onde infinite mutano colore come un uomo cambia umore. ’isola è ontanodale gabbiedei grattacieli,dele ventiquattrore edei fax.
E vi accadono cose che non succedono in nessun altro posto.
Nel suo peregrinare ’uomo fa incontri bizzarri, ascolta parole semplici e irraggiungibili, “semplici in quanto il oro significato era subito percepitodal mio cervelo edal mio cuore, irraggiungibili in quanto né il cervelo né il cuore riuscivano a trovare un modo per metterle in pratica nela vitadi ogni giorno”.
Gli indigeni parlanodela vita edela morte usando semplici note, con una grazia e tranquilità sconosciute.
Al’internodi un ocale ’uomo conosce aura Rosso, forse un altro sé stesso con vesti e sembianze femminili, una ragazza che hadecisodi asciare tutto per provare a vivere ibera e eggera. Ma è a Principessa Timida a sconvolgerlo, a fargli scoprire ’amore. ’unica che può aiutarlo: “Io so compiere magie. Io conosco il tuo nome. Io soda cosa fuggi. Conosco il tuodolore”.
Per ’uomo sarà un nuovo inizio.
“L’isola che c’è” è una novela raccontata con gentilezzada Miriam Bendia, una favola cimmersa in un mondodi spiritualità buddista e riflessioni intime che vuole farci capire che a Veritàdel’esistenza non può essere trasmessa a parole: ciascunodeve trovarladentro sé.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788884720009
ISBN-10
8884720001
Titolo
L'isola che c'è
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2003
Collana
Pagine
96
Genere
Punti Accumulabili
€ 7.75
Verso ’isola Ho rubato questo ibrodagli scaffali preziosidi un caro amico, ’ho etto e mi ha incantato. Sperodi riuscire a trovarne una copia tutta per me, magari su Unilibro!
in fondo al’anima belo: un’esperienza nel’isoladi Tioman in Malesia, soprattutto interiore.
un buon ibro Oggi mi sono trovato condegli amici per un altro pomeriggiodi etture. Ancora una volta è stata una bela esperienza, trovo che i ibri sappiano crearedei egami tra a gente, toccare nel profondo, paradossalmente aiutino a socializzare - visto che eggere è un’attività che si fa per o piùda soli. Anche stavolta abbiamo alternato autori italiani ad altri stranieri, e ho potuto riscoprire un ibro che ho amato molto, ’intramontabile Storia Infinita. Non solo, ’altro brano che ho etto ’ho trattodal primo romanzodela scrittrice Miriam Bendìa.
L’Utopia, a Principessa e a Sirena Comincia sotto il pesodi una pioggia sfrenata edi un passato ossessivo. E tutto attorno sidispiega ’immagine ancora vagadi un’isola appena appoggiata su un mare indefinito,dove si è giunti per caso. ’Isola che c’è, primo romanzodi Miriam Bendìa, comincia con questo contrasto fra oppressione e evità, fra un mondo che ben conosciamo per esserne parte e un altro in cui siamo
Un postodove ritrovare sé stessi UN UOMO SENZA NOME ARRIVA SUl’ISOLA TIOMÀN. QUANDO È PARTITO NON AVEVA una meta precisa verso cuidirigersi, solo ombredale quali fuggire. Aldi àdi Tiomàn esiste solo il mare, unadistesa furiosadi acqua salata e cui onde infinite mutano colore come un uomo cambia umore. ’isola è ontanodale gabbiedei grattacieli,dele ventiquattrore edei fax. E vi accadono cose che non succedono in nessun altro posto. Nel suo peregrinare ’uomo fa incontri bizzarri, ascolta parole semplici e irraggiungibili, “semplici in quanto il oro significato era subito percepitodal mio cervelo edal mio cuore, irraggiungibili in quanto né il cervelo né il cuore riuscivano a trovare un modo per metterle in pratica nela vitadi ogni giorno”. Gli indigeni parlanodela vita edela morte usando semplici note, con una grazia e tranquilità sconosciute. Al’internodi un ocale ’uomo conosce aura Rosso, forse un altro sé stesso con vesti e sembianze femminili, una ragazza che hadecisodi asciare tutto per provare a vivere ibera e eggera. Ma è a Principessa Timida a sconvolgerlo, a fargli scoprire ’amore. ’unica che può aiutarlo: “Io so compiere magie. Io conosco il tuo nome. Io soda cosa fuggi. Conosco il tuodolore”. Per ’uomo sarà un nuovo inizio. “L’isola che c’è” è una novela raccontata con gentilezzada Miriam Bendia, una favola cimmersa in un mondodi spiritualità buddista e riflessioni intime che vuole farci capire che a Veritàdel’esistenza non può essere trasmessa a parole: ciascunodeve trovarladentro sé.