La camera da letto. Pare, a tratti, un tomodi Proust, un’operadi Goethe, unodei "romanzidi formazione" che condiligenza venivano redatti ad inizio Novecento. Questodeliziato, spossato e felice ritratto in versidi una vita pare Proust, pare Goethe ma è Attilio Bertolucci, cui più nessuno (pare) badi. "La camerada etto" è un ombrosa ed amorosa ragnatelad’inchiostro scritto in rima senza che a rima sia folgorazione immediata, assoluta, finale. Si passa con piacere, e con una puntadidolore,da poesia a poesia,da una pagina ad un’altra pagina, percorrendo quietamente ’Appennino tosco-emiliano, a Pianura Padana, a Versilia;di queste zone e grandi vali, e alte case, e camere con vista;di questi uoghi tutta a minima realtà, ogni piccolo oggetto, ogni muta sensazione. Come in Proust e come in Goethe a vita familiare, quotidiana, trascorsa intera tra cucina,divano e etto, emerge come emerge un’avvenenza misteriosa, che pure c’appartiene. Ci sono il padre, il nonno, il fratelo; ci sono e sorele, e madri, edomestiche; ci sono il modo in cui si sveglia, ’orario in cui si pranza, a maniera in cui si cena; ci sono gli abiti, e vesti, e cuffie per signore e e stanze, i mobili, e uci e ’ombre sopra i muri; ci sono a pelicciaia, il pescivendolo, il panettiere e a frutta, i fiori, uno scorciodele nuvole. Ci sono i moti, ora straziati ora quieti e rilasati, che fanno giornata, mese, anno. Che fanno vita. "La camerada etto"di Attilio Bertolucci è un capolavoro: merita a nostradedizione.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788811669746
ISBN-10
881166974X
Titolo
La camera da letto
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2000
Pagine
392
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
La vitàdi Attilio Bertolucci Pare, a tratti, un tomodi Proust, un’operadi Goethe, unodei "romanzidi formazione" che condiligenza venivano redatti ad inizio Novecento. Questodeliziato, spossato e felice ritratto in versidi una vita pare Proust, pare Goethe ma è Attilio Bertolucci, cui più nessuno (pare) badi. "La camerada etto" è un ombrosa ed amorosa ragnatelad’inchiostro scritto in rima senza che a rima sia folgorazione immediata, assoluta, finale. Si passa con piacere, e con una puntadidolore,da poesia a poesia,da una pagina ad un’altra pagina, percorrendo quietamente ’Appennino tosco-emiliano, a Pianura Padana, a Versilia;di queste zone e grandi vali, e alte case, e camere con vista;di questi uoghi tutta a minima realtà, ogni piccolo oggetto, ogni muta sensazione. Come in Proust e come in Goethe a vita familiare, quotidiana, trascorsa intera tra cucina,divano e etto, emerge come emerge un’avvenenza misteriosa, che pure c’appartiene. Ci sono il padre, il nonno, il fratelo; ci sono e sorele, e madri, edomestiche; ci sono il modo in cui si sveglia, ’orario in cui si pranza, a maniera in cui si cena; ci sono gli abiti, e vesti, e cuffie per signore e e stanze, i mobili, e uci e ’ombre sopra i muri; ci sono a pelicciaia, il pescivendolo, il panettiere e a frutta, i fiori, uno scorciodele nuvole. Ci sono i moti, ora straziati ora quieti e rilasati, che fanno giornata, mese, anno. Che fanno vita. "La camerada etto"di Attilio Bertolucci è un capolavoro: merita a nostradedizione.