Lo gnomo Scarbo si diverte a tracciare cerchi di luce sulla parete della camera, mentre le ombre di Rembrandt e Callot danzano frenetiche tra le pagine ingiallite.
Bertrand, archeologo e cercatore di memorie, raccoglie le visioni consegnate da un misterioso ospite notturno per comporre una danza di creature sovrannaturali e vicoli oscuri tra la Francia e le Fiandre.
Il manoscritto appare tra le mani dell'autore come un dono strappato a un mondo sotterraneo dove dimorano ondine e salamandre, figure che animano la
fiera di Salamanca.
Il richiamo della notte avvolge le strade di Digione, trasformando le architetture gotiche in un palcoscenico per Pierrot e Arlequin, icone di una bizzarria che sfida la luce del giorno. Ogni riga risuona dell'eco di un Medioevo mai sopito, cesellato con il rigore di un artigiano che ignora i limiti della Storia per immergersi nel caos dei sogni.
Tutto svanisce nel buio.
Il bulino dell'alchimista incide la carta con una precisione maniacale, definendo il profilo di una
sarabanda notturna allucinata che contamina generi e linguaggi. In questo labirinto di prosa raffinata, il confine tra il creatore e lo spettro si dissolve, lasciando che il tormento del bohémien consumato dalla tisi diventi l'unica voce capace di narrare l'invisibile.
Il manoscritto giace sul tavolo, testimone di un patto stretto nelle ore in cui le ombre hanno preso finalmente il sopravvento.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura francese del diciannovesimo secolo.
✔ Estimatori della prosa poetica e delle atmosfere visionarie.
Perché è diverso
L'opera fonde la precisione tecnica dell'incisione classica con una struttura narrativa frammentata, trasformando il libro stesso in un reperto archeologico alchemico. La narrazione supera i confini del genere per diventare un esercizio stilistico che ha influenzato i simbolisti, rendendo il testo un ponte tra l'estetica gotica e la sensibilità moderna.
Dettagli Bibliografici
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